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Sunday, March 03, 2013

Mistero misterioso

Per dieci giorni sono diventata letteralmente pazza.

Avevo portato una rivista di ricamo in ufficio per fare la fotocopia ingrandita di un disegno, lo so che non si fa, ma nel manuale aziendale della sicurezza sul lavoro, alla voce "rimedi contro lo stress lavoro-correlato", per la mia posizione è previsto il ricamo serale davanti alla tv.


Era di giovedì e il sabato successivo, sotto il diluvio sono andata a comprare la stoffa, preparandomi ad un tranquillo week end di punto indietro monocolore.
Cerca cerca, la rivista per trasferire il disegno sulla stoffa... non si trova,  sparita!
Ho rovistato dappertutto, messo casa sottosopra, rovesciato i contenitori della differenziata, guardato in macchina, sotto i sedili, nessuna traccia, l'avrò lasciata in ufficio ho pensato, sfinita, la domenica sera.

Il lunedì mattina in ufficio la rivista non c'era.
Tra scartoffie varie, soliventiquattrore, nervi e contronervi, ho pensato che il destino si fosse accanito contro di me, contro il mio disordine la mia disorganizzazione, che il mondo mi remasse contro e ho anche accusato il collega Genius, rigorosamente uomo e tutto arti marziali, di avermela sottratta.

Il martedì ho ripensato  al percorso che quel giorno avevo fatto prima di andare a casa.
Ero passata a salutare una collega che partiva per un viaggio di lavoro, evviva sicuramente l'ho lasciata nel suo ufficio!
Vergognandomi come una ladra ho chiesto a tutte le segretarie del mondo: avete visto una rivista di ricamo francese? Nessuna traccia, il mistero si infittiva.
Ho mandato un messaggio alla collega, incurante del suo meeting internazionale. Forse l'hai trovata e messa da parte? Certo che no.
Nel frattempo ho ricamato un altro soggetto, ma la testa tornava sempre lì: non è per la rivista in sé, ma che cavolo di fine avrà fatto?
Mi sarà scivolata nel parcheggio?
L'avrà rubata qualcuno mentre ero in bagno?
E' una congiura dei colleghi, tipo Rebecca la prima moglie, mi nascondono le cose per dimostrare che sono  pazza e rinchiudermi definitivamente in ufficio (non in manicomio, mica sono scemi, poi chi sgobba al posto mio?)

Il  ricamo per il sacchetto baby è finito ieri sera e stamattina nell'ultimo posto dove avrei mai pensato di cercarla, nel posto più incredibile dove poteva averla messa una come me, mentre cercavo un altro disegno, come se nulla fosse salta fuori la rivista... immaginereste mai dov'era?


Da non crederci era nell'armadio della stanza dei lavori, nel ripiano giusto, quello delle riviste organizzate per tipologia, nel contenitore "punto croce-ricamo".
Insomma al suo posto.
Di certo non sono stata io, impossibile,  il mistero continua.






Wednesday, February 08, 2012

Si chiama inverno

Freddo e neve.

Corretto.

Si chiama inverno.

E se ognuno spalasse la neve davanti casa sua, invece di aspettare che improbabili spazzaneve spediti dalla protezione civile arrivino fino alla discesa della rampa di ogni singolo garage di ogni singolo cittadino italiano?

E se si abita in zone dove la neve non è un evento venticinquennale non ci si dovrebbe attrezzare con catene e sacchi di sale?

Come dice un mio ex general manager (molto francese, ma nonostante ciò, talvolta anche molto saggio): "prima di guardare la sporcizia nel giardino degli altri bisogna pulire in casa propria"

Dice anche : "la luce è accesa, ma in casa non c'è nessuno" alludendo a teste senza troppo intelletto.

Chissà perchè vedendo un certo sindaco in tv, in posa di spalatore di neve, mi è tornato in mente il suo modo di dire...

Per fortuna tanta soddisfazione arriva dai cuccioli di essere umano.
Little Princess mi ha fatto un bellissimo libricino di disegni per il mio compleanno.


Copertina di Hermes, il mio cagnolone e io che torno a casa felice la sera dal lavoro.Promette bene la piccola artista.

Saturday, January 29, 2011

Adesso Basta, Bugie a Gogò



Sono troppi anni che faccio quella precisa.
Mai una bugia , sempre chiara e trasparente.
Diretta, spesso troppo.

Oggi, nel giorno del mio genetliaco, ho deciso di cambiar vita.
Da ora in poi un bel po' di bugie.
Del resto di esempi altolocati ne abbiamo davanti tutti i giorni.

Comincio calandomi un po' di anni, diciamo che da oggi ne dichiaro 47.
Anzi no 46, mi piace la cifra pari.
Del resto se proprio devo spararne, tanto vale farlo di grosse.
E se poi - come mi suggerisce la mia bella amica LaPortiUnBacioneAFirenze - Vanity Fair sostiene che i quaranta anni di oggi sono i nuovi trenta, calcolatrice alla mano, occhio e croce ne ho trentasei.
Se po' ffà.
Mi raccomando ragazze, non raccontate in giro la storia della Gallina Tric e Trac e di Roby e 14, sennò mi smontate la storia.

Certo che però un po' mi dispiacerà far finta di non aver mangiato a merenda gli Urra Saiwa leggendo Valentina Mela Verde;
di non aver visto al cinema in prima visione Chitty Chitty Bang Bang, Tutti insieme appassionatamente, piangendo come una fontana con Incompreso;
di non aver adorato il profumo Brut33 e di non conoscere a memoria Jesus Christ Superstar;
di non essermi lavata i capelli con Campus alla mela verde, ma soprattutto negare di aver giocato con la mia amata Sheila Furga. Ma per la gloria qualche sacrificio bisogna pur farlo.

E se qualcuno mi scopre nell'eclatante menzogna?
Negare, ragazze ricordatelo, negare sempre, anche di fronte all'evidenza.

Sunday, January 09, 2011

Anno nuovo


Anno nuovo.
Sarebbe tempo di buoni propositi.
Visto che, statisticamente, hanno una percentuale di fallimento del 99,99% vorrei provare con questi:

1- poltrire adeguatamente senza degnare di uno sguardo la panca per gli addominali/porta riviste e la cyclette/porta abiti;
2- non uscire dall'ufficio prima delle 20.30;
3- mangiare in mensa tutte le porcherie disponibili, compresi i pancake e gli spiedini di salsiccia;
4- comprare a saldi magliette striminzite e scarpe strette;
5- non programmare vacanze ma ridursi all'ultimo momento per essere sicuri di non trovare posto da nessuna parte.


Ho iniziato l'anno con una bella influenza e mi sono fatta a letto tra aerosol e termometro, sommersa da montagne di kleenex e dalle amorevoli minestrine del maritino, il primo bel ponte dell'anno. Quello dell'Epifania per intendersi, con saldi e sole che se la spassavano senza di me.

Se i buoni propositi di cui sopra faranno la fine di quelli degli anni passati... beh forse anche stavolta la sfanghiamo.

Sunday, December 19, 2010

Ingratitudine

Vi generato io, con infinita pazienza, ed è già un anno che non vi fate vedere.
Ingrate.

Vi ho coccolate filo per filo e voi siete sparite dalla vista.
Neanche un capolino, una telefonata, niente.
Perfide.

Vi ho cercato dappertutto, avete il telefono staccato, solo il messaggio: le decorazioni di Natale che state furiosamente cercando non sono al momento rintracciabili.

E che non vi venga in mente di farvi vive quando le deciderete voi.
Di saltare fuori all'improvviso, magari a Pasqua o a Ferragosto.
Non se ne parla, con me avete chiuso. Mi avete scatenato un'altro attacco di gastrite.

Cattive.

E se il puntale, quest'anno, lo farà il Gingerbread di Scarabocchio non fate le gelose.
L'avete voluto voi.

Saturday, November 20, 2010

potrei...

Sabato pomeriggio, piove e ho armadi e cassetti pieni di gomitoli di lana che mi chiamano...

Potrei
starmene a casa ed insegnare la maglia a Mission Impossible...

...potrei fare un'altra baktus scarf e avvantaggiarmi con i regali di Natale...



...potrei fare un'altra sciarpa/collo/scaldaspalle...


e invece devo andare in ufficio a lavorare tra scartoffie, budget e clienti inferociti.
E il bello è che non mi posso neanche lamentare visto che sono molto molto molto fortunata ad avere e fare questo lavoro.
Ma se non ho il tempo di comprare il ferro corto per fare le trecce, ho il diritto o no di essere un po' inc...avolata?

Thursday, September 16, 2010

Orride creature

Sono reduce dalla bella festa di domenica sera, dove seguendo i vostri suggerimenti ho indossato la stola di cotone che è passata splendidamente inosservata dalle circa cinquecento persone presenti, sindaco in testa.
Reduce è la parola giusta, tra tacchi e umidità ho bisogno di un paio di week end di uncinetto intensivo per riprendermi.
Il cosiddetto jet set non fa proprio per me.
Posso salvare un paio di flash: le splendide gemelle Kessler in formissima e invecchiate al naturale, e una collana con tralcio di corallo, perle e diamanti che da sola è valsa lo spettacolo.
Veramente anche i fuochi d'artificio e la mimosa alla frutta non erano niente male.

Ma quello che ha turbato il mio animo gentile è stato lo spettacolo dei nuovi mostri.
Botulino, punturine, lifting e siliconi a gogò, e non so quale altra diavoleria hanno contaminato l'ottanta percento delle signore presenti.
Mi giravo e
"ma questa in blu, poco fa non aveva un vestito rosso? - ah no, è l'effetto labbrone al silicone che le rende tutte uguali"
"aaarghhh chi è?!? Joker di Batman? - noooo, a forza di tirare la pelle la bocca assume un ghigno inquietante"
"perchè la signora ha quello sguardo attonito, ha visto il mostro uscire dal laghetto del campo da golf? - macchè sono le sopracciglia inarcate e fissate dall'attak - pardon dal botulino - a conferire l'espressione allucinata"


Quale monito a non cadere mai nella tentazione del ritocchino, e per festeggiare il compleanno e il ritorno Mr bacchetta magica, ho cucito il mostro-gumi Wand.

Sunday, February 07, 2010

Sono in clessidra

Telefono ad un altro ufficio, chiedo un'informazione alla collega e lei mi risponde:

"Un attimo, sono in clessidra".

E cioè, spiego per i normali, ha cercato sul pc e aspetta l'elaborazione mentre la clessidretta di Bill Gates gira e rigira.

Come lo vogliamo chiamare "sto in clessidra"?
Neologismo no perchè è una frase, non una parola.
Frase idiomatica di chi usa troppo il computer?
Dopo "clikkare", "postare" e altre diavolerie linguistiche, questa mi sembra la peggiore.

Dà un'idea di attesa idiota, il computer pensa e io lo fisso. Lui sta in clessidra, io nel frattempo potrei fare mille cose, un quadrato all'uncinetto, una limatina alle unghie, una telefonata a casa.

Ah, è vero la colpa è mia che sono multitasking.

Quindi la frase "sono in clessidra" mi ha tanto urtato il sistema nervoso perchè io quando sto in clessidra apro un'altra finestra e alla prossima clessidra ne apro un'altra e poi un'altra e poi un'altra...

Che dite è meglio ogni tanto piazzarsi in clessidra per evitare di dover premere ctrl-alt-canc???
Dov'è il mio uncinettooooooooooooooo???

Friday, January 29, 2010

Auto Auguri!

Mi è arrivato un bel messaggio:

"Nonostante l'età rimani sempre una bambina... auguri!"



Tutto vero, del resto Einstein con questa teoria c'è diventato famoso ;-)))

Monday, January 18, 2010

Mercatino fatato


Il solito mercatino del mercoledì mattina, dove vado in fretta e furia per respirare un'aria diversa dal solito giro vorticoso casaufficiocasaufficiocasaufficio, è veramente magico.
Oltre alla già più volte decantata bancarella di lana che propone un gomitolo misto lana a 1,80 euro, contro i 2,50 euro dei negozi, anche le altre sono di tutto rispetto.
L'altra mattina cercavo una tuta per Mission Impossible ed ho scambiato un paio di battute con la signora che vende le Champion.
E lei, inaspettata e già sapendo che non avrei comprato nulla, mi fà: "Signora quanto è dolce!".

Vi assicuro che so riconoscere chi mente o è ironico, e lei era sincera, e vi assicuro anche che mai, dico mai, nessuno mi aveva detto una cosa del genere.


E se quella signora fosse una fata?
O semplicemente una che sa leggere oltre le apparenze?

Grande il mio mercatino.

Wednesday, January 06, 2010

panettone e saldi

C'è una cosa che non capisco, eppure mi reputo moderatamente intelligente.

Se Natale è passato da un pezzo, perchè nei negozi di abbigliamento non tolgono i panettoni dagli specchi dei camerini???

Saturday, January 02, 2010

Bricolo-kitsch


E' ora che qualcuno lo ammetta: la maggior parte delle cose fatte all'uncinetto è di un kitsch terrificante.
E se lo dico io che ne sono una gran produttrice ed estimatrice ci potete credere.

Qualche giorno fa leggo su IO de il Corriere della sera un articolo su "Patty la bruttina che fa impazzire".
E' una telenovela argentina per teenagers, il titolo in lingua originale significa "brutto anatroccolo".
Tutto un programma, tanto per rimanere in tema.

La Patty e' bruttina, porta l'apparecchio e "un guardaroba all'uncinetto che nessuna teenager indosserebbe".

Mi sta simpatica all'istante ed ho cercato, con scarso successo qualche sua foto, per copiare gli orridi modellini.

Sarà ma io alla favola del brutto anatroccolo, o della segretaria occhialuta che si scioglie lo chignon e diventa una vamp, ancora ci credo.

Ho deciso mi faccio una gonna con i granny squares che è il modo trendy per chiamare i quadrati della coperta della nonna.

Che dite, sfina?

Wednesday, December 23, 2009

Caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale,

per quest'anno ormai è andata, ma ti anticipo la richiesta per il prossimo anno.
Vorrei in regalo un po' di tempo per scrivere bei biglietti di auguri a mano ad amici e parenti e per telefonare alle persone più anziane o malate o che stanno vivendo un brutto momento; vorrei un pomeriggio per passare su tutti i blog delle amiche di tastiera e di hobby e lasciare un commento personalizzato ad ognuna con gli auguri di Natale; vorrei un ritaglio di tempo ogni sera per preparare i regalini fatti a mano per tutte le persone a cui voglio bene, vorrei il tempo per cercare le collane di perle a un euro visto che la bancarella del mercoledì con il ragazzo del Bangladesh non c'è più; quindi anche quell'oretta di calma per fare il tutorial delle perle calde o per sperimentare il fimo o per usare quel famoso chilo di terracotta.
Vorrei poter fare i pacchetti con calma o aspettare pazientemente in fila che li facciano i negozi, senza scappare via freneticamente.
Portami qualche ritaglio di tempo per fare l'angelo Betty che mi ha regalato Wonder Perlina

Però, caro Babbo Natale, se anche il prossimo anno penserai che in fondo in fondo non mi merito tutto questo, non ti preoccupare, non mi offendo.
E soprattutto se per portarmi questo regalo mi devi togliere anche uno spillo di tutto quello che ho oggi, amici come prima ma lascia perdere.
In fondo come dicono i cinesi "Quando gli dei ci vogliono punire esaudiscono i nostri desideri".

Baci e non stressare troppo il vecchio Reginald
Tua Bricolo-Chic

Tuesday, November 24, 2009

regalo

Mission Impossible ieri mattina mi telefona in ufficio e fa: non t'arrabbiare ho speso un sacco di soldi per festeggiare il nostro anniversario.

Per tutta la giornata mi immagino la casa piena di fiori: corbeilles multicolori in tutte le stanze, dozzine e dozzine di rose baccarat...

Mi sento anche in colpa perchè come al solito faccio tardi e non riesco a passare in pasticceria a comprare un mini-profiterol.

Arrivo a casa e sul tavolo antico del salone fa bella mostra di sè un megascatolone contenente un aggeggio tipo astronave.



E' una meravigliosa aspirapolvere Dyson speciale per pelo di animale. E' indistruttibile, pesa 13 chili e costa quanto un punto luce da 0.5 punti di carato.

Però un biglietto l'accompagna: Buon Anniversario, il gioiello arriva dopo.

Finchè c'è vita c'è speranza.

Thursday, November 19, 2009

giorni off

Due giorni di ferie e un po' di shopping servono proprio per recuperare energie prima che la testa esploda.
Ho resistito alla tentazione di comprare lana a gogo ma in un attacco compulsivo ho preso due stoffe, uno scampolo grigia fantasia per fare un poncho o una borsetta e uno scampolone per fare una mantella. Temo proprio che si andranno ad aggiungere alle pezze inutilizzate e a tutte le altre migliaia di cose che ho comprato per fare lavori, e per contenere le quali alla fine ho dovuto comprare un armadio da Ikea.
La stanza dei lavori è quasi pronta, vero regno del bricolo.

In questi due giorni solitari di passeggiate e shopping ho pensato a due ragazze Wonder Perlina e Stefy. Mamme a tempo pieno da un po'. Una convinta, l'altra convinta a part time.
Io, contravvenendo a tutti i miei principi, le consiglio di starsene a casa a seguire i bimbi piccoli, perchè una mamma che lavora anche fuori casa si sobbarca di uno stress pazzesco.
Ma guardandomi intorno, al mercato, al super, nei centri commerciali, io che mi sento un'aliena a non stare alla scrivania durante la settimana, vi dico: i figli crescono in un lampo e poi che farete?
Il bello di vagabondare facendo shopping di mercoledì è perchè si tratta di tempo rubato ma soprattutto perchè lavorando si hanno un po' di soldi in tasca da spendere.

Quindi bando alle ciance tornate in ufficio che c'è da FAAAAAAAAAAAAAA!!!

Saturday, November 14, 2009

U.S.O.

Vi è mai capitato di avvistare un U.S.O.?
No, non un U.F.O. ma un U.S.O.: Unidentified Stinking Object.
Io sono una specialista, con la vecchia scusa che lavoro tanto quando sono a casa faccio tutto tranne che pulire. E ogni tanto nel frigo e nella dispensa un U.S.O. fa la sua comparsa.
Si tratta di un cartoccetto che un tempo conteneva cibo commestibile.
Poi con il tempo il processo di decomposizione ha fatto il suo corso.
Prima un puzzetto niente male del quale non si capisce la provenienza.
Esaurita la prima fase si passa alla muffa e poi alla mummificazione. Ed è a quel punto che casualmentel'U.S.O. si manifesta.
Ci vorrebbero quelli di CSI Miami e NewYork, in pattuglia congiunta guidati da Grisom per capire che la carta oleata una volta conteneva un pezzetto di formaggio, o che la retina avvolgeva un limone.
Il record dell'U.S.O. l'ho raggiunto con un piatto lasciato con tutto il suo contenuto, per tempo immemorabile nel forno a microonde.
Quando l'ho aperto una scena degna di Profondo Rosso e Psyco mi si è palesata.
Cacciato l'urlo disumano di prammatica ho buttato il forno a microonde con tutto il suo contenuto.

Ma si sa a noi donne che lavorano con l'hobby dell'uncinetto qualche debolezza si può anche perdonare.
Almeno finchè l'ufficio d'igiene non pensa di farci una visitina.

Monday, October 05, 2009

Autocritica


Domenica mattina, mostra Hobby Show, impossibile mancare all’appuntamento annuale.
Artisticando ed io ci avventuriamo alla scoperta delle ultime novità del settore.
Perline a gogo, glissiamo sul decoupage, ci complimentiamo con la signora del punto palestrina, forse l’unica artista vera di tutta la fiera.
Ci perdiamo davanti alle stoffette per il quilting – ma una volta non si chiamava patchwork? – ore e ore per scegliere tra le mille fantasie i quadratini di stoffa più sfiziosi.

Alcuni costano più del Gronchi Rosa ma davanti ai ventaglietti giapponesi dei francesi di Joelle Tissu, è impossibile resistere.
Come al solito mi faccio catturare.
Non solo dalle chiusure per borsette e dalle riviste di Alexandra edizioni, ma dalle persone che mi circondano.
Pochi mariti, annoiati e succubi, si aggirano tra gli stand con l’aria frastornata, spesso travolti dalle Erinni che si avventano per seguire le dimostrazioni pratiche. Portare un uomo a questa fiera è l’errore che una moglie non dovrebbe mai fare.
Il terzo in ordine di gravità, dopo il farsi vedere con la tinta in testa e mentre ci si fa la ceretta alla peluria sul labbro superiore, i baffi per farla breve.
Pochi bambini scorrazzano con le spade di palloncini, e poi ci siamo noi: le bricoleuses.
E qui, ragazze mie, perdonatemi, che nessuna si offenda, ma mi scappa la ramanzina.
Mi riconosco, mi specchio nelle colleghe di hobby.
Faccio autocritica, tipo lavoratore giapponese al consiglio di fabbrica.
Scarpe comode, tipo pedule.
Messa in piega casalinga, tinta del supermercato, o capelli corti, della serie “sapessi che comodi, doccia e neanche li asciugo”.
Leggermente sovrappeso, fisico poco atletico, salvo quando si tratta di scattare per prendere al volo l’ultima pezza di lana da infeltrire.
Abbigliamento comodo, troppo comodo. Borsetta a tracolla antiscippo.
Basta è ora di reagire.
Va bene tutto: il cucito, la ceramica e la maglia ma almeno un sabato al mese farò un salto dal parrucchiere.
Devo compensare il crampo alla mano per il punto croce con dieci minuti al giorno di cyclette.
Riuscirò ad evitare i pasticcini mentre, knittando, sorseggio il thè.
E soprattutto la prossima volta compro biglietti di Erotika, visto che i segreti dell’uncinetto ormai li conosco tutti...

Saturday, September 19, 2009

Miss Tutta Invidia

Miss Tutta Iinvidia?

C’è stato un pasticcio con le Miss.
Pare che ne abbiamo eletta una con qualche titolo del tipo Miss Cinema, e poi con qualche scusa e molto clamore glielo abbiano tolto a favore della terza arrivata.
Fatti salvi i legittimi dubbi sulla veridicità dell’evento - sembra orchestrato per far parlare la stampa e preparare all’evento della finale - c’è l’intervista alla Miss recuperata.
Era alla radio per cui non ho potuto apprezzarne la bellezza ma il forte accento dialettale – per il piacere di qualcuno che teme la scomparsa delle identità regionali – ha catturato la mia attenzione.
E la poverina che non poteva godere appieno della gioia della elezione, in quanto ai danni di un’altra ragazza, rilasciava una dichiarazione del tipo “le persone mi scherzavano... mi sentivo in disagio...”.
Io sarò pure Miss Tutta Invidia, ma queste che lingua parlano???
O non me ne sono accorta e hanno uscito nuovi verbi?

Sunday, August 30, 2009

Training autogeno

Inspirare lentamente contando fino a dieci
Lavorare all’uncinetto irrigidisce i muscoli del collo.
Espirare lentamente contando fino a dieci
Meno male che lunedì torno in ufficio.
1...2...3...
Ricamare a punto croce abbassa la vista.
pfhhhhhh
Che fortuna lunedì si ricomincia a lavorare.
8...9...10
Modellare l’argilla fa venire l’artrosi alle mani.
1...2...3
Evviva lunedì sono finite le vacanze.
pfhhhhhh
Cucire a macchina provoca mal di schiena.
5...6...7...
Lunedì grande giorno finalmente alla scrivania.


Ma chi cavolo ha detto che il training autogeno funziona?!?

Tuesday, August 11, 2009

Vacanze a chilometri zero 2

Parte 2

Ecco la seconda parte di attività da fare in Agosto in città, perchè le vacanze sono sempre vacanze

- Mandare cartoline agli amici, un pensiero è sempre gradito, da qualunque posto arrivi, e poi la città in cui si vive non è la più bella del mondo? Altrimenti perchè ci vivremmo!

- Investire un pomeriggio per cercare su internet biglietto aereo low cost per il week end del 2 novembre, quest’anno cade bene. Avere un viaggio programmato per l’autunno aiuterà a superare la tristezza della fine dell’ora legale.

- Rileggere la propria storia recente con le monografie dell’Europeo, L’uomo sulla luna, Cuba, Il sessantotto, La guerra fredda e il muro di Berlino, e altri titoli. Guardare Rai Storia sul digitale. Si apprezzerà la indicibile buona sorte di essere nati nella metà giusta del Novecento.

- Andare da Ikea con un'amica, se si è fortunate con una sorella, ma assolutamente senza marito. Perdere la cognizione del tempo al reparto stoffe.

- A una bancarella di libri usati cercare un libro, molto amato durante l’adolescenza, per capire se e quanto si è cambiati.

- Approfittare del poco traffico per andare per pubblici uffici, fare le mille pratiche trascurate durante l’anno, e magari fare le pubblicazioni di matrimonio, o controllare l'estratto conto contributivo.

- Pensare che stare in città in fondo è una scelta e si è fatto felice un essere vivente: il cane.

- Vagabondare tra le vetrine cercando di non farsi imbambolare dai saldi al cinquanta percento, ma senza sforzarsi troppo, se succede, succede. Spiare le nuove tendenze e cercare idee da copiare e rifare immediatamente.

- Ogni mattina al risveglio godere l’immensa, impagabile, felicità dell’istante in cui si realizza di non doversi alzare per andare in ufficio. Basta questo ed è vacanza dappertutto.

Vacanze a chilometri zero: ecologiche, economiche, eleganti.
In una parola chic!