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Friday, February 01, 2013
Il maggiolino
La borsa granny square procede lentamente tra una influenza con conseguenze degne della migliore scena de L'Esorcista, un compleanno malinconico, e le mie ubbie esistenziali che quotidianamente e inutilmente cerco di dipanare.
Però ogni tanto ho delle fortune inaspettate, per esempio ho finito lo scadacollo grigio iniziato a novembre e ho conosciuto Tunni.
Tunni, un'artista dal sorriso contagioso, è in quella deliziosa fase della vita in cui una donna si vanta della propria età.
E' una pittrice, un paio di anni fa ha imparato ad usare il pc e si è aperta un blog, ed è molto di più che non semplicemente "la sorella di " un personaggio famoso .
Il blog si chiama Fantasia Tunni, dove l'eclettica Tunni parla di tutto un po', pubblica sue ricette e le foto delle sue opere, le sue frasi preferite, le sue poesie, i racconti dell'Italia girata in lungo e in largo, ma soprattutto dove la sua simpatia è a disposizione per essere raccolta da chiunque passi dalle sue parti. Raccoglie sassi di tutte le forme e dimensioni che reinterpreta con la sua fantasia.
Mi ha regalato dei limoni profumati e un bel sasso decorato, "è un maggiolino" mi ha detto, tradendo il suo provenire da un'altra epoca, più raffinata della nostra dove sviliamo la nostra bella lingua con un appiattimento imperdonabile. Da vedere subito i "Maggiolini indaffarati" buffi e stretti stretti rendono benissimo l'idea del movimento, incredibile per dei sassolini!
Nel frattempo, soprattutto quelle come me scorbutiche lunatiche lunestorte lamentose, sono caldamente invitate ad andare a visitare Fantasia Tunni andando anche a ritroso nei mesi passati per apprezzare le pillole di vita che generosamente Tunni ha messo a disposizione di tutti.
Una immediata iniezione di ottimismo e vitalità è assicurata.
Thursday, March 08, 2012
Fatina mai

Eccezionalmente, oggi voglio fare gli auguri a una persona che dovrei amare di più.
Quella che da bambina correva veloce nonostante i pattini di terza mano e da adolescente era una contestatrice con Dalla parte delle bambine dentro la tolfa.
A vent'anni tirava al massimo la terza della vespetta 50 comprata con i primi stipendi, pensava di volare ma chiese al suo futuro marito di cronometrarla, solo per essere sempre consapevole.
Nei suoi trenta, anzichè farsi annichilire dalle prove più difficili della vita, decollava nella carriera professionale.
A quaranta invece di rilassarsi è uscita dalla sua comfort zone lavorativa, ha iniziato a leggersi dentro cercando di sedimentare i suoi dolori vecchi e i nuovi, ha ripreso lana e uncinetto e cominciato a scriversi su un minimal blog.
Alla persona che vive i suoi cinquanta da pasionaria un po' troppo arrabbiata, tiene d'occhio la macchiolina senile sulla mano, affronta impegnative giornate di lavoro bofonchiando "non je la posso fa" ma poi, nonostante tutto, riesce anche a non odiare troppo il genere umano .
Auguri B-chic, inutilmente Grillo parlante, ogni tanto Pinocchio.
Fatina mai.
ps: se vuoi onorare tutte le donne comincia a valorizzare quella Donna meravigliosa che sei tu. All'inizio ti sembra impossibile, poi strano, alla fine ci prendi gusto!
Sunday, March 04, 2012
Lucio, i vicoli...
I giornalisti sono proattivi, si organizzano e preparano in anticipo cosa scrivere quando muoiono i personaggi famosi.
E così i giornali pubblicano i coccodrilli.
Adesso che, inaspettato, se n'è andato anche Lucio Dalla, ho letto un bell'articolo scritto da un mio ex collega.
Un articolo che non ha nulla di premeditato, sono sicura che questo non è un coccodrillo, anche perchè G.T. di solito scrive di sport. E avendolo conosciuto quando eravamo ragazzi so che lo ha scritto di getto perchè queste parole lui le ha nel cuore, non nella memoria del pc.
Lucio i vicoli e la sera dei miracoli - Corriere della sera
La sera dei miracoli: http://youtu.be/H5H31NQ1j4c
E così i giornali pubblicano i coccodrilli.
Adesso che, inaspettato, se n'è andato anche Lucio Dalla, ho letto un bell'articolo scritto da un mio ex collega.
Un articolo che non ha nulla di premeditato, sono sicura che questo non è un coccodrillo, anche perchè G.T. di solito scrive di sport. E avendolo conosciuto quando eravamo ragazzi so che lo ha scritto di getto perchè queste parole lui le ha nel cuore, non nella memoria del pc.
Lucio i vicoli e la sera dei miracoli - Corriere della sera
La sera dei miracoli: http://youtu.be/H5H31NQ1j4c
Saturday, December 18, 2010
GA dei 50 sostenitori di WP
Nella mia infinita bontà, nel mio incontenibile altruismo, e con tutta la mia autorevolezza, (non spernacchiate per favore che vi sento) Vi invito formalmente a partecipare numerosissimi al meraviglioso Give Away di Wonder Perlina realizzato per festeggiare i suoi 50 sostenitori.
Non paga di sfornare e gestire ragazzini, di lavorare in un posto di folli, di gestire un ecomarito, si è inventata anche un GiveAway... ma come fa? ah che sciocca che sono: è Wonder Perlina!!!
Non paga di sfornare e gestire ragazzini, di lavorare in un posto di folli, di gestire un ecomarito, si è inventata anche un GiveAway... ma come fa? ah che sciocca che sono: è Wonder Perlina!!!
Wednesday, October 27, 2010
Metti una mattina ... all'Argentina
Friday, May 01, 2009
La donna che si crede uno gnomo

L'autrice di questo bellissimo omaggio a Klimt è la donna che si crede uno gnomo - alla fine della fiaba a puntate capirete perchè. Il suo blog compie due anni: auguri e complimenti per la costanza, tanti iniziano e poi abbandonano.
Il suo nickname nacque per errore dal suo commento in un mio post di tanti anni fa, e da allora è Mina.
Merita una visitina L'acquarello di Mina, l'autrice è una Grande in tutti i sensi e le dedico questo bell'aforisma appena scovato:
Non esiste una strada verso la felicità.
La felicità è la strada.
Confucio
Sunday, October 05, 2008
e adesso... Pubblicità!
Cammino per un centro commerciale con degli amici, e chiacchierando racconto:
- lo sai che Frau Sorrento aspetta il terzo figlio? Anzi, siccome è tedesca per metà, e quindi pragmatica e decisa, già che c'è che aspetta anche il quarto!
- Ma dai?!? Davvero??? Gemelli... evviva!!!
Gioia e stupore che solo le belle notizie regalano e eccoli qua Frau Sorrento & Family in carne ed ossa!
E scopro che la manager che immaginavo stava sonnecchiando dentro la mamma di due meravigliosi bimbi di sei e quattro anni, invece è attiva e industriosa e vende da internet particolari oggetti per l'infanzia che fa venire direttamente dalla Germania.
Quindi mamme bloccate in casa da montagne di pargoletti ecco lo shopping giusto:
- lo sai che Frau Sorrento aspetta il terzo figlio? Anzi, siccome è tedesca per metà, e quindi pragmatica e decisa, già che c'è che aspetta anche il quarto!
- Ma dai?!? Davvero??? Gemelli... evviva!!!
Gioia e stupore che solo le belle notizie regalano e eccoli qua Frau Sorrento & Family in carne ed ossa!
E scopro che la manager che immaginavo stava sonnecchiando dentro la mamma di due meravigliosi bimbi di sei e quattro anni, invece è attiva e industriosa e vende da internet particolari oggetti per l'infanzia che fa venire direttamente dalla Germania.
Quindi mamme bloccate in casa da montagne di pargoletti ecco lo shopping giusto:
www.la tedesca.com
E sì, è anche spiritosa, ma deve essere il sangue italiano ;-))))))))
Friday, July 18, 2008
Globalization
C'è un negozietto di souvenir, a Sorrento, che avrà almeno cent'anni e li dimostra tutti.
Tutta roba arruvugliata, polvere e impicci brutti ma più brutti non si può.
La vetrina è piena di cose scolorite dal sole e la proprietaria è una vecchia burbera con le foto del duce intorno alla cassa.
Però vende la cartolina più bella del paese, a forma di ventaglio, very very kitch.
Le chiedo:
"Ha i francobolli?"
"No" - non si spreca la signora
"Sa dove li posso trovare?" - faccio ingenuamente.
"Dal tabaccaio" - ma dai?
Poi capisce che in fondo il cliente è sempre il cliente e aggiunge in un impeto di gentilezza:
"Cinquanta metri a destra, o cento a sinistra".
Entrano un gruppetto di ragazzi inglesi o americani, lei ha paura che rubino qualcosa, ma che vuole che le rubino? Se portano via qualcosa le fanno solo un piacere così svecchia un po' l'esposizione.
Escono, ma lei è in tensione perchè uno è rimasto e tocca gli occhiali da sole sull'espositore.
La mussoliana gli sta intorno e non lo molla. E' scuro di pelle, sarà sicuramente un delinquente deve pensare.
E lui, carino ed educato, quando esce si gira e fa "Thank you!"
"A mammeta" fa la vecchia a voce alta.
Alla faccia della globalizzazione.
Tutta roba arruvugliata, polvere e impicci brutti ma più brutti non si può.
La vetrina è piena di cose scolorite dal sole e la proprietaria è una vecchia burbera con le foto del duce intorno alla cassa.
Però vende la cartolina più bella del paese, a forma di ventaglio, very very kitch.
Le chiedo:
"Ha i francobolli?"
"No" - non si spreca la signora
"Sa dove li posso trovare?" - faccio ingenuamente.
"Dal tabaccaio" - ma dai?
Poi capisce che in fondo il cliente è sempre il cliente e aggiunge in un impeto di gentilezza:
"Cinquanta metri a destra, o cento a sinistra".
Entrano un gruppetto di ragazzi inglesi o americani, lei ha paura che rubino qualcosa, ma che vuole che le rubino? Se portano via qualcosa le fanno solo un piacere così svecchia un po' l'esposizione.
Escono, ma lei è in tensione perchè uno è rimasto e tocca gli occhiali da sole sull'espositore.
La mussoliana gli sta intorno e non lo molla. E' scuro di pelle, sarà sicuramente un delinquente deve pensare.
E lui, carino ed educato, quando esce si gira e fa "Thank you!"
"A mammeta" fa la vecchia a voce alta.
Alla faccia della globalizzazione.
Tuesday, June 24, 2008
politica

Li riconoscete? Sì, sono i tre candidati alle presidenziali Usa, fatti all'uncinetto dalla mitica
sherricrochets .
Qui i suoi lavori, il riportino di McCain, il tailleurino della Clinton e le orecchie di Osama sono strepitosi.
Qualcuno si vuole cimentare a riprodurre i nostri politici?
Forse lana e cotone meritano applicazioni migliori.
Thursday, June 19, 2008
E' la stampa, bellezza 2
Il giudice Nicoletta Gandus non è una gran donna solo perchè fa il giudice, o perchè partecipo' al World Social Forum, o perchè presiede un processo a Silvio Berlusconi che la vuole ricusare.

Ma è una gran donna soprattutto perchè, a sentire il Corriere della Sera del 18 giugno 2008, "e' la tricoteuse che cuce da sola gli abiti che veste e che esordisce a un convegno di Md rivendicando la sua passione per il fare la maglia;"

Chapeau Magistrato Gandus.
Ma è una gran donna soprattutto perchè, a sentire il Corriere della Sera del 18 giugno 2008, "e' la tricoteuse che cuce da sola gli abiti che veste e che esordisce a un convegno di Md rivendicando la sua passione per il fare la maglia;"
Chapeau Magistrato Gandus.
Saturday, May 03, 2008
week end
Sorrento e la costiera amalfitana meritano.
Il prezzo da pagare è stare incolonnati almeno due ore tra Amalfi e Ravello, ma i profumi, lo spettacolo del mare e dei fiori - e il pensiero non espresso che dentro a quell'autombulanza che fatica a passare non ci sei tu - fanno sì che nessuno se ne lamenti.
Al solito oltre alle meraviglie naturalistiche ho apprezzato le delizie mangerecce, vedi brioche al gelato nella piazza di Ravello e sciarelli melanzane e mozzarella sotto la pergola di Sorrento.
Discorso a parte meritano la Frusta Sorrentina e la ciambella di pizza.
Vanno provate, non si può neanche tentare di raccontarle.
A completare la parte gastronomica ci pensa l'ex collega, al quale finalmente, proprio in quanto ex, puoi dare del tu, che nella villa del nuovo challenge (lo chiamano così quando per farti fare carriera ti fanno mollare tutto e ti spediscono in location improbabili, ma in fondo non gli è andata poi male se l'alternativa era Rabat) propina con maestria bruschette all'aglio di Sorrento, treccia di mozzarella, sogliole e orate alla brace.
L'aglio va rigorosamemente comprato e portato a casa, con la macchina che non avrà tema di vampiri fino al momento della rottamazione.
Le cianfrusaglie abbondano, sono per la maggior parte schifezze Made in Prc, che sarebbe la Cina che si dà un tono, ma passeggiare tra i negozietti di souvenir è un richiamo irresistibile.
Poi l'occhio attento di chi di uncinetto se ne intende avvista un negozietto di lavori di cotone fatti a mano con cappellini molto originali, ma l'arrogante proprietaria ha messo un cartello "no foto". Peggio per lei non avrà l'onore di questa vetrina.
Onore che si invece si aggiudica a pieno titolo la signora Maria, che ti confessa il vizio per la
sigarettina, cuce i vestitini di Sangallo e ti regala una posa e un gran sorriso.
sigarettina, cuce i vestitini di Sangallo e ti regala una posa e un gran sorriso.
Se c'è chi non viene da queste parti e parla solo di immondizia è perchè ce l'ha nel cervello.
Sunday, March 09, 2008
Lottatrici nate
A proposito di ricominciare a lottare mi viene in mente una signora che lotta da una vita.
E' piccina piccina, ma è un concentrato di energia.
Lotta da quando ha capito - aveva cinque anni e la cacciarono da scuola perchè erano entrate in vigore le leggi razziali - che la vita non ti regala nulla, anzi se può ti toglie. Che non serve lamentarsi o aspettarsi qualcosa dagli altri, ma che devi combattere con tutte le tue forze, chiedere se serve, ma non pretendere , e soprattutto lavorare.
Adesso che è anche nonna ha un motivo in più per lottare - fa programmi per il futuro come se nulla fosse, roba che altri starebbero lì a farsi compatire - e ce la sta facendo.
Cuce e lavora a maglia con quella precisione che le knitters di oggi se la sognano.
Mi ha regalato una emozione profonda quando ha foderato la mia borsa di lana con le trecce, non solo perchè l'ha resa bella, dritta e portabile con le taschine per il cellulare, ma perchè mi sono sentita di nuovo accudita, come quando mamma mi faceva i vestiti delle bambole con gli avanzi di stoffa, o i maglioncini quando ero grande.
Se potessi le organizzerei una standing ovation e un coro da stadio: Forza Milly, non mollare mai!
E' piccina piccina, ma è un concentrato di energia.
Lotta da quando ha capito - aveva cinque anni e la cacciarono da scuola perchè erano entrate in vigore le leggi razziali - che la vita non ti regala nulla, anzi se può ti toglie. Che non serve lamentarsi o aspettarsi qualcosa dagli altri, ma che devi combattere con tutte le tue forze, chiedere se serve, ma non pretendere , e soprattutto lavorare.
Adesso che è anche nonna ha un motivo in più per lottare - fa programmi per il futuro come se nulla fosse, roba che altri starebbero lì a farsi compatire - e ce la sta facendo.
Cuce e lavora a maglia con quella precisione che le knitters di oggi se la sognano.
Mi ha regalato una emozione profonda quando ha foderato la mia borsa di lana con le trecce, non solo perchè l'ha resa bella, dritta e portabile con le taschine per il cellulare, ma perchè mi sono sentita di nuovo accudita, come quando mamma mi faceva i vestiti delle bambole con gli avanzi di stoffa, o i maglioncini quando ero grande.
Se potessi le organizzerei una standing ovation e un coro da stadio: Forza Milly, non mollare mai!
Wednesday, March 05, 2008
Miti
La notizia della morte della grande Tina Lagostena Bassi mi ha colpita inaspettatamente. Un altro mito della mia stagione giovane e "impegnata" se n'è andato.
Ma quello che mi ha mandato su tutte le furie è stato leggere il titolo "Morta TLB, era il giudice di Forum".
No, non ci sto. Licenziate quello pseudo giornalista e il suo caporedattore che ha scritto o approvato il titolo.
Non si può ricordare un grande avvocato, un deputato, la persona che deve passare alla storia per aver combattutto le grandi, fondamentali lotte femministe degli anni 70 e 80, che ha lottato nel processo contro i massacratori del Circeo, che ha contribuito a far sì che lo stupro , considerato prima un reato contro la morale, diventasse un reato contro la persona ( e ragazze parliamo del 1996 solo dodici anni fa non della preistoria), non può essere ricordata per aver partecipato ad un programma in tv.
Anche perchè questa partecipazione io gliel'ho perdonata perchè a chi è stato così grande si può perdonare tutto.
Per favore cacciate quel giornalista
Ma quello che mi ha mandato su tutte le furie è stato leggere il titolo "Morta TLB, era il giudice di Forum".
No, non ci sto. Licenziate quello pseudo giornalista e il suo caporedattore che ha scritto o approvato il titolo.
Non si può ricordare un grande avvocato, un deputato, la persona che deve passare alla storia per aver combattutto le grandi, fondamentali lotte femministe degli anni 70 e 80, che ha lottato nel processo contro i massacratori del Circeo, che ha contribuito a far sì che lo stupro , considerato prima un reato contro la morale, diventasse un reato contro la persona ( e ragazze parliamo del 1996 solo dodici anni fa non della preistoria), non può essere ricordata per aver partecipato ad un programma in tv.
Anche perchè questa partecipazione io gliel'ho perdonata perchè a chi è stato così grande si può perdonare tutto.
Per favore cacciate quel giornalista
Sunday, March 02, 2008
Mai avrei immaginato di essere un Punto e virgola
You Are a Semi-Colon |
![]() You are elegant, understated, and subtle in your communication. You're very smart (and you know it), but you don't often showcase your brilliance. Instead, you carefully construct your arguments, ideas, and theories – until they are bulletproof. You see your words as an expression of yourself, and you are careful not to waste them. You friends see you as enlightened, logical, and shrewd. (But what you're saying often goes right over their heads.) You excel in: The Arts You get along best with: The Colon |
Tuesday, February 12, 2008
Signorina
La signorina Nedda aveva circa cinquantacinque anni quando la assumemmo. Eppure mi sembrava talmente vecchia.
Era una tipa curiosa: veneta, cuciva e cucinava, amava i gatti, o meglio era proprio una gattara. Era zitella ma sicuramente se l'era spassata assai. Qualcuno diceva che da ragazza, in tempo di guerra, le avessero rasato i capelli a zero, cosparsa la testa di pece e coperta di piume, perchè se la faceva con i tedeschi. Non ebbi mai il coraggio di chiederle se era vero.
Una volta, casualmente, facemmo insieme un pezzo di viaggio in treno, lei mia madre ed io. Non so come venne il discorso - mia madre era grande a provocare nelle conversazioni - ma lei temeraria disse ad alta voce "io non sono fascista, sono mussoliniana". Mi sarei nascosta sotto il sedile, ma lei era fatta così sfrontata e coraggiosa. Come quando le diedero lo sfratto e si ritrovò fuori casa solo con la borsetta con la quale era venuta in ufficio, non si perse d'animo e trovò comunque una soluzione.
Aveva un ragazzo, un tipo di trent'anni, che noi, le colleghe giovani e maligne, dicevamo che stava con lei solo perchè gli cucinava e gli attaccava i bottoni delle camicie.
Raccontava dei suoi amori da ragazza che, si intuiva, dovevano essere stati non pochi. Di uno in particolare parlava chiamandolo "il fiore che non colsi". E forse fu il suo unico rimpianto in un mare di ricordi.
D'estate si lamentava che faceva caldo e si chiudeva in ufficio e lavorava in sottoveste.
Una volta arrivò una lettera anonima: Se non la licenziate mettiamo una bomba.
Traccheggiai a lungo, temevo ci rimanesse male, ma quando gliene parlai lei alzò una spalla e disse "ah, la conosco è una matta, non ci fate caso".
Quando al suo capo non andò più bene perchè arrivavano i computer e lei non sapeva usarli - toccò a me licenziarla, as usual, e non fu facile ve lo assicuro.
Sfrattata e senza lavoro tornò al suo paese - Sacile (PN) - dove, mi raccontava, andava in bicicletta e quando pioveva metteva la cuffia della doccia e i guanti di gomma per lavare i piatti per non bagnarsi.
Ogni tanto la chiamavo, sempre più raramente.
Anche lei non c'è più, chissà dei suoi giovani amori in quanti la penseranno ancora.
Era una tipa curiosa: veneta, cuciva e cucinava, amava i gatti, o meglio era proprio una gattara. Era zitella ma sicuramente se l'era spassata assai. Qualcuno diceva che da ragazza, in tempo di guerra, le avessero rasato i capelli a zero, cosparsa la testa di pece e coperta di piume, perchè se la faceva con i tedeschi. Non ebbi mai il coraggio di chiederle se era vero.
Una volta, casualmente, facemmo insieme un pezzo di viaggio in treno, lei mia madre ed io. Non so come venne il discorso - mia madre era grande a provocare nelle conversazioni - ma lei temeraria disse ad alta voce "io non sono fascista, sono mussoliniana". Mi sarei nascosta sotto il sedile, ma lei era fatta così sfrontata e coraggiosa. Come quando le diedero lo sfratto e si ritrovò fuori casa solo con la borsetta con la quale era venuta in ufficio, non si perse d'animo e trovò comunque una soluzione.
Aveva un ragazzo, un tipo di trent'anni, che noi, le colleghe giovani e maligne, dicevamo che stava con lei solo perchè gli cucinava e gli attaccava i bottoni delle camicie.
Raccontava dei suoi amori da ragazza che, si intuiva, dovevano essere stati non pochi. Di uno in particolare parlava chiamandolo "il fiore che non colsi". E forse fu il suo unico rimpianto in un mare di ricordi.
D'estate si lamentava che faceva caldo e si chiudeva in ufficio e lavorava in sottoveste.
Una volta arrivò una lettera anonima: Se non la licenziate mettiamo una bomba.
Traccheggiai a lungo, temevo ci rimanesse male, ma quando gliene parlai lei alzò una spalla e disse "ah, la conosco è una matta, non ci fate caso".
Quando al suo capo non andò più bene perchè arrivavano i computer e lei non sapeva usarli - toccò a me licenziarla, as usual, e non fu facile ve lo assicuro.
Sfrattata e senza lavoro tornò al suo paese - Sacile (PN) - dove, mi raccontava, andava in bicicletta e quando pioveva metteva la cuffia della doccia e i guanti di gomma per lavare i piatti per non bagnarsi.
Ogni tanto la chiamavo, sempre più raramente.
Anche lei non c'è più, chissà dei suoi giovani amori in quanti la penseranno ancora.
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