Thursday, March 17, 2011
Wednesday, March 09, 2011
Raggedy Ann
Conoscete Raggedy Ann?

La buffa bambolina con il naso a triangolo e i capelli rossi?

Ne ho una originale che viene direttamente dagli anni '70, e con l'ispirazione della rivista Prims ne ho fatta una che voleva essere primitive e vintage ma che è uscita fuori solo buffa.

La buffa bambolina con il naso a triangolo e i capelli rossi?
Ne ho una originale che viene direttamente dagli anni '70, e con l'ispirazione della rivista Prims ne ho fatta una che voleva essere primitive e vintage ma che è uscita fuori solo buffa.
Tuesday, March 08, 2011
Festeggiamo o no?
Sono moderatamente soddisfatta del mio essere donna e grata per essermi goduta la vera era del femminismo; anche se non ho partecipato alla fase pubblica credo di aver dato la mia parte sia nel privato che nel lavoro.
Gran parte del merito di quello che ho potuto fare è sicuramente dell'imprinting di mia madre (credo che già in sala parto mi abbia detto: "ricordai prima di tutto l'indipendenza economica") e dell'uomo della mia vita che mi ha aiutato e supportato.
Oggi tutto è molto svilito, le mimose saccheggiate , ristoranti pieni e le povere donne italiane umiliate da chi le comanda.
La storia che si ripete delle ragazzine rapite ed uccise. Ai miei tempi i fatti del Circeo, oggi la piccola Yara, giovani vite distrutte insieme alla fiducia nel prossimo delle adolescenti che seguono queste cronache.
Grazie ad una segnalazione di Scarabocchio mi sono ricordata di un paio di foto che ho scattato con il cellulare a due pubblicità che considero particolarmente offensive.
La prima decisamente voluta da una nota casa di jeans (da boicottare per il cartellone e perchè non fa taglie per donne normali ma solo per puffette).
La seconda probabilmente involontaria ma decisamente grottesca. O sono troppo suscettibile?

Che ne pensate?
Ma sì, lasciamoci andare, io stasera festeggio la mia fortuna, cena dolce !
Gran parte del merito di quello che ho potuto fare è sicuramente dell'imprinting di mia madre (credo che già in sala parto mi abbia detto: "ricordai prima di tutto l'indipendenza economica") e dell'uomo della mia vita che mi ha aiutato e supportato.
Oggi tutto è molto svilito, le mimose saccheggiate , ristoranti pieni e le povere donne italiane umiliate da chi le comanda.
La storia che si ripete delle ragazzine rapite ed uccise. Ai miei tempi i fatti del Circeo, oggi la piccola Yara, giovani vite distrutte insieme alla fiducia nel prossimo delle adolescenti che seguono queste cronache.
Grazie ad una segnalazione di Scarabocchio mi sono ricordata di un paio di foto che ho scattato con il cellulare a due pubblicità che considero particolarmente offensive.
La prima decisamente voluta da una nota casa di jeans (da boicottare per il cartellone e perchè non fa taglie per donne normali ma solo per puffette).La seconda probabilmente involontaria ma decisamente grottesca. O sono troppo suscettibile?

Che ne pensate?
Ma sì, lasciamoci andare, io stasera festeggio la mia fortuna, cena dolce !
Sunday, March 06, 2011
Mercatino dell'usato
Pensiero: adesso prendo tutte le cose inutili che affollano la casa e le porto al Mercatino dell'usato per venderle.
Azione: vado al Mercatino dell'usato e compro un altro po' di cose inutili ma che danno tanta, tanta soddisfazione.
Un telaio da tavolo e un telaietto tondo da ricamo da usare come cornice, nove euro il tutto.
Sei Rakam del 2003 a un euro cad.
Un portalavoro di legno a cui manca il manico, meglio è più comodo da tenere sul tavolo (beh diciamo pure che me ne sono accorta a casa che non era fatto proprio così) , quindici euro un po' caro, ma non potevo rischiare di aspettare i fatidici due mesi per averlo scontato. Di pazze assatanate come me ne girano tante.
Una cornice supertarlata con tre bellissime chiavi vecchiotte, quindici euro. Se pensi che al mercato di Bracciano per una chiave più piccola e dalla forma meno carina volevano otto euro.

Niente male, soprattutto se si è convinti di aver fatto grandi affari.
Azione: vado al Mercatino dell'usato e compro un altro po' di cose inutili ma che danno tanta, tanta soddisfazione.
Un telaio da tavolo e un telaietto tondo da ricamo da usare come cornice, nove euro il tutto.
Sei Rakam del 2003 a un euro cad.
Un portalavoro di legno a cui manca il manico, meglio è più comodo da tenere sul tavolo (beh diciamo pure che me ne sono accorta a casa che non era fatto proprio così) , quindici euro un po' caro, ma non potevo rischiare di aspettare i fatidici due mesi per averlo scontato. Di pazze assatanate come me ne girano tante.
Una cornice supertarlata con tre bellissime chiavi vecchiotte, quindici euro. Se pensi che al mercato di Bracciano per una chiave più piccola e dalla forma meno carina volevano otto euro.
Niente male, soprattutto se si è convinti di aver fatto grandi affari.
Friday, March 04, 2011
B-chic free
Per festeggiare il quinto anniversario del mio blog, e soprattutto per cominciare a restituire un po' delle mille idee che ho copiato sui blog delle altre, in pieno delirio di onnipotenza ho fatto il mio primo free.

Abituate alle meraviglie che girano in rete, agli stupendi schemi che le professioniste e non del punto croce, realizzano, qualcuna storcerà il naso di fronte alla semplicità del mio.

Però attenzione prego!
Questo è speciale per una serie di motivi:
- Primo perchè è una rosa che mia madre realizzò tantissimi anni fa e con la quale fece degli asciugamani e una bellissima tendina (che ovviamente al momento di andare in scena ha pensato bene di nascondersi e non farsi trovare, chissà starà insieme alle decorazioni di Natale), e per questo l'ho chiamato la rosa di Bianca.
- Secondo perchè si può realizzare sia a punto croce che a filet all'uncinetto.

- Terzo perchè ci ho messo un sacco di tempo a farlo e a pubblicarlo, per cui spero che apprezzerete l'impegno.
- Quarto perchè potrebbe essere il primo di una lunga serie, come molto più probabilmente l'unico ed ultimo, quindi rarissimo. Non ipotechiamo il futuro.
Cliccare sull'immagine dello schema per ingrandirlo
Abituate alle meraviglie che girano in rete, agli stupendi schemi che le professioniste e non del punto croce, realizzano, qualcuna storcerà il naso di fronte alla semplicità del mio.

Però attenzione prego!
Questo è speciale per una serie di motivi:
- Primo perchè è una rosa che mia madre realizzò tantissimi anni fa e con la quale fece degli asciugamani e una bellissima tendina (che ovviamente al momento di andare in scena ha pensato bene di nascondersi e non farsi trovare, chissà starà insieme alle decorazioni di Natale), e per questo l'ho chiamato la rosa di Bianca.
- Secondo perchè si può realizzare sia a punto croce che a filet all'uncinetto.
- Terzo perchè ci ho messo un sacco di tempo a farlo e a pubblicarlo, per cui spero che apprezzerete l'impegno.
- Quarto perchè potrebbe essere il primo di una lunga serie, come molto più probabilmente l'unico ed ultimo, quindi rarissimo. Non ipotechiamo il futuro.Cliccare sull'immagine dello schema per ingrandirlo
Wednesday, March 02, 2011
Autoreferenzialità
Sunday, February 20, 2011
Fango
Può essere mai che proprio io mi innamori del fango?
Io che sbraito contro Mission Impossible che rientrando dalla passeggiata al parco con Oslo imbratta il pavimento chiaro del salone con le sue impronte carrarmato seguite da quelle canine? Io che odio pulire il fango dalle scarpe?
Ma se il Fango è di Chanel, la musica cambia, o no?
Sono in netto ritardo sulla tendenza, ma appena ho visto sulle mani di un'amica lo smalto di uno splendido color tortora, che qualche guru del marketing ha catalogato come Fango, ma soprattutto quando ho saputo che è introvabile, lei se lo fa venire dalla Francia dai colleghi che ci vanno spesso, sì, lo confesso, ho avuto un flash.
E' Chanel 505 Particulière e DEVE essere mio.
Faccio la vaga nelle profumerie dei centri commerciali, chiaramente nel display Chanel non c'è.
Trovo qualcosa di simile nella profumeria Douglas, un flaconcino piccolo piccolo marca ignota BeYu n. 149 e chiedo alla commessa: ma secondo lei, rispetto a quest'altro, è meno rosato?
E lei, esperta , mi sgama subito: E' il più simile a Fango.
Come sempre su internet basta digitare la parolina magica ed ecco i blog delle fashion addicted : c'è un mondo di imitazioni:
- Layla Ceramic effects n. 12
- H&M Dust & Diamonds
- Essence 34 Walk of Fame
- Rimmel Beige Bage 397
e il mio dignitoso BeYu n. 149.
Anzi dignitosissimo, appena l'ha visto Debbie, la fashionista dell'ufficio, ha ululato: ma è FANGO... è Chanel originale?
Certo, ma ti pare! faccio io, seguendo la mia filosofia del momento che impone di mentire spudoratamente.
Io che sbraito contro Mission Impossible che rientrando dalla passeggiata al parco con Oslo imbratta il pavimento chiaro del salone con le sue impronte carrarmato seguite da quelle canine? Io che odio pulire il fango dalle scarpe?
Ma se il Fango è di Chanel, la musica cambia, o no?
Sono in netto ritardo sulla tendenza, ma appena ho visto sulle mani di un'amica lo smalto di uno splendido color tortora, che qualche guru del marketing ha catalogato come Fango, ma soprattutto quando ho saputo che è introvabile, lei se lo fa venire dalla Francia dai colleghi che ci vanno spesso, sì, lo confesso, ho avuto un flash.E' Chanel 505 Particulière e DEVE essere mio.
Faccio la vaga nelle profumerie dei centri commerciali, chiaramente nel display Chanel non c'è.
Trovo qualcosa di simile nella profumeria Douglas, un flaconcino piccolo piccolo marca ignota BeYu n. 149 e chiedo alla commessa: ma secondo lei, rispetto a quest'altro, è meno rosato?
E lei, esperta , mi sgama subito: E' il più simile a Fango.
Come sempre su internet basta digitare la parolina magica ed ecco i blog delle fashion addicted : c'è un mondo di imitazioni:
- Layla Ceramic effects n. 12
- H&M Dust & Diamonds
- Essence 34 Walk of Fame
- Rimmel Beige Bage 397
e il mio dignitoso BeYu n. 149.
Anzi dignitosissimo, appena l'ha visto Debbie, la fashionista dell'ufficio, ha ululato: ma è FANGO... è Chanel originale?
Certo, ma ti pare! faccio io, seguendo la mia filosofia del momento che impone di mentire spudoratamente.
Saturday, February 19, 2011
Casina
Finalmente ho incontrato Pinta (è mai possibile vivere nella stessa città e non vedersi mai?) e, oltre ad aver conosciuto l'adorabile Otis, ho avuto il bellissimo peenkeep con la casina di Gennaio.
Non sapete che emozione avere tra le mani la prima delle famose Casine di Pinta!
Sicuramente la casina sarà di buon auspicio per il nostro futuro progetto di primavera

Monday, February 14, 2011
La culla del gatto - cat´s-cradle
Una cordicella, di solito il nastro della confezione delle pastarelle della domenica, due mani agili e una sorella o un'amichetta.
Ecco gli ingredienti per realizzare la culla del gatto.
Pensate che la fanno anche da Tiffany e ci lasciano penzolare un paio di orecchini di diamanti, così con nonchalance!
Ecco gli ingredienti per realizzare la culla del gatto.
Pensate che la fanno anche da Tiffany e ci lasciano penzolare un paio di orecchini di diamanti, così con nonchalance!
Sunday, February 13, 2011
Sono arrabbiata

Sono arrabbiata perchè un vicepresidente francese del posto dove lavoro ha mandato una email con questa vignetta scrivendo: Could not resist...
Sono arrabbiata perchè il mio paese è lo zimbello dei colleghi stranieri.
Sono arrabbiata perchè tante persone intelligenti che conosco pensano che sia tutta colpa dei magistrati.
Sono arrabbiata perchè da un mesetto circa è sempre più difficile trovare un senso al lavoro che faccio dove donne si ammazzano di fatica per arrivare, sempre con fatica, a mille euro al mese.
Sono arrabbiata perchè alcuni miei parenti che adoro pensano: sono tutte bugie.
Sono arrabbiata perchè non voglio dover rispettare le leggi scritte la mattina da una persona che la sera si spappola il cervello con ragazze poco più che adolescenti, elargendo buste piene di banconote, e altri suoi degni, bavosi compari .
Sono arrabbiata perchè si disquisisce su minorenni o no, quando per uno di settantacinque anni non ci deve essere differenza tra una ragazza di diciassette e una di venticinque anni. Possono essere solo nipotine.
Sono arrabbiata perchè questo è un blog leggero e personale, non volevo inquinarlo con la politica.
Sono arrabbiata perchè mi faccio venire il dubbio: sono una bacchettona moralista?
Sono arrabbiata perchè vorrei andare alla manifestazione ma so che non ci andrò.
E sono arrabbiata perchè non devo sentirmi in colpa se non ci vado.
Questo paese non è così per colpa mia.
Basta.
Wednesday, February 09, 2011
Regali
Un ombrellino frou-frou rosso a pois
Tante stoffine che non avrò mai il coraggio di tagliare ma che rimiro ogni sera.
Fili abbinati, manici per borsa, bottoncini a tema cagnolini.Il libro di Francesco Piccolo sui Momenti di trascurabile felicità.
Un portafogli di CK e le Reebook easy tone.
Il cd di Gianna Nannini da sentire a palla in macchina per arrivare in ufficio bella carica, e, dulcis in fundo, due biglietti per il concerto.
Potrei essere portata a credere che c'è più di qualcuno che mi vuole bene...
Saturday, January 29, 2011
Adesso Basta, Bugie a Gogò

Sono troppi anni che faccio quella precisa.
Mai una bugia , sempre chiara e trasparente.
Diretta, spesso troppo.
Oggi, nel giorno del mio genetliaco, ho deciso di cambiar vita.
Da ora in poi un bel po' di bugie.
Del resto di esempi altolocati ne abbiamo davanti tutti i giorni.Comincio calandomi un po' di anni, diciamo che da oggi ne dichiaro 47.
Anzi no 46, mi piace la cifra pari.
Del resto se proprio devo spararne, tanto vale farlo di grosse.
E se poi - come mi suggerisce la mia bella amica LaPortiUnBacioneAFirenze - Vanity Fair sostiene che i quaranta anni di oggi sono i nuovi trenta, calcolatrice alla mano, occhio e croce ne ho trentasei.
Se po' ffà.

Mi raccomando ragazze, non raccontate in giro la storia della Gallina Tric e Trac e di Roby e 14, sennò mi smontate la storia.
Certo che però un po' mi dispiacerà far finta di non aver mangiato a merenda gli Urra Saiwa leggendo Valentina Mela Verde;
di non aver visto al cinema in prima visione Chitty Chitty Bang Bang, Tutti insieme appassionatamente, piangendo come una fontana con Incompreso;
di non aver adorato il profumo Brut33 e di non conoscere a memoria Jesus Christ Superstar;
di non essermi lavata i capelli con Campus alla mela verde, ma soprattutto negare di aver giocato con la mia amata Sheila Furga. Ma per la gloria qualche sacrificio bisogna pur farlo.
E se qualcuno mi scopre nell'eclatante menzogna?
Negare, ragazze ricordatelo, negare sempre, anche di fronte all'evidenza.
Friday, January 28, 2011
operazione Nostalgia
L'insonnia può essere divertente ai tempi di internet.
Curioso dove mi portano i link, chissà quale percorso mi ha portato a digitare per l'ennesima volta Roby e 14 su google, finalmente trovando qualcosa.
Ho ritrovato i personaggi della tv dei ragazzi degli anni 60. La gallina meccanica, mamma dei pulcini Roby e 14, che io ricordavo si chiamasse cocorico, e invece era Tric e Trac, e Cappuccetto a Pois.

E allora esageriamo: provo a digitare Miao e come per magia, grazie al blog di Lele collezionista di libri e fumetti esce fuori il giornalino con tanti giochi da ritagliare e costruire con il quale ho trascorso innumerevoli pomeriggi ai tempi in cui la tv dei ragazzi durava una mezz'oretta e a me non andava di studiare.
Beh dovevo in qualche modo compensare la divertente serata con il modernissimo rito dell'happy hour per festeggiare Mina!
Ripensandoci forse stasera hanno capito che tv vedevo da piccola.
Non credo che nessun altro sia mai entrato in una enoteca chiedendo un analcolico.
Curioso dove mi portano i link, chissà quale percorso mi ha portato a digitare per l'ennesima volta Roby e 14 su google, finalmente trovando qualcosa.

Ho ritrovato i personaggi della tv dei ragazzi degli anni 60. La gallina meccanica, mamma dei pulcini Roby e 14, che io ricordavo si chiamasse cocorico, e invece era Tric e Trac, e Cappuccetto a Pois.

E allora esageriamo: provo a digitare Miao e come per magia, grazie al blog di Lele collezionista di libri e fumetti esce fuori il giornalino con tanti giochi da ritagliare e costruire con il quale ho trascorso innumerevoli pomeriggi ai tempi in cui la tv dei ragazzi durava una mezz'oretta e a me non andava di studiare.
Beh dovevo in qualche modo compensare la divertente serata con il modernissimo rito dell'happy hour per festeggiare Mina!
Ripensandoci forse stasera hanno capito che tv vedevo da piccola.
Non credo che nessun altro sia mai entrato in una enoteca chiedendo un analcolico.
Saturday, January 22, 2011
Eventi
Se riuscirò a restare sveglia e uscire alle dieci di sera non lo so.
Che vorrà dire Studio in fugato è tutto da scoprire.
Ma questo evento del 1 febbraio non me lo voglio proprio perdere.
Invece il mega evento di oggi è il compleanno di una grande donna, perfetta in tutto anche se come blogger ci lascia un po' troppo spesso senza notizie ;-)))) auguroni Mina.
Evento di arte contemporanea che chiude la settimana di manifestazioni di AltaRoma.
La performance, a cura di Emanuela Nobile Mino e appositamente realizzato da Sylvio Giardina, in collaborazione con Stato di Famiglia, presenta 8 ricamatrici professioniste che sedute intorno a un telaio, interpretano il loro ruolo di particolare tipologia di attrici che lavorano nell’ombra, delle importanti maison di moda, dei piccoli atelier o dell’intimità domestica.
Sono impegnate alla lavorazione di un grande decoro, utilizzando la tecnica a crochet de Lunèville, inventata nel 1865 per rendere più veloce la realizzazione di un ricamo con l’uncinetto. Viene qui esposta l’arte del ricamo come tecnica di ornamento legata all’alta moda, e allo stesso tempo come concetto di manufatto, portavoce di tradizioni, di culture, dalle più lontane nel tempo e nella storia delle civiltà. Una forma d’arte applicata che si tramanda nei secoli facendosi divulgatrice di temi, messaggi e motivi precisi in contesti differenti: laico, religioso, aristocratico, proletario, artistico. È uno svelare una pratica sconosciuta ai più, o dimenticata, o ignorata, rendendola una consistente presenza, amplificata dalla proiezione della gestualità sulle due superfici specchianti alle estremità del telaio, che riflettono l’esecuzione all’infinito. L’ordine di entrata delle ricamatrici, il ritmo ordinato del procedimento, e la percezione dell’uncinetto che buca il tessuto ad ogni passaggio, creano una struttura sonora, una vera e propria composizione (fugato), resa manifesta da un sistema di amplificazione che diffonde la registrazione con elaborazione audio in tempo reale (sound designer: Simone Pappalardo).
Stato di Famiglia dal 2004 è lo pseudonimo del duo artistico Sylvio Giardina – Raffaele Granato (Nocera Inferiore, 1967 – opera nel campo della comunicazione visiva legata alla multimedialità). Insieme elaborano e sviluppano uno studio incentrato sul valore del doppio, del riflesso, mediante un’osservazione del reale - e della figura umana - portata da prospettive diverse, spesso alterate, utilizzando come medium la forografia, arricchita di elementi che accentuano la stimolazione visiva.
Che vorrà dire Studio in fugato è tutto da scoprire.
Ma questo evento del 1 febbraio non me lo voglio proprio perdere.
Invece il mega evento di oggi è il compleanno di una grande donna, perfetta in tutto anche se come blogger ci lascia un po' troppo spesso senza notizie ;-)))) auguroni Mina.
Evento di arte contemporanea che chiude la settimana di manifestazioni di AltaRoma.La performance, a cura di Emanuela Nobile Mino e appositamente realizzato da Sylvio Giardina, in collaborazione con Stato di Famiglia, presenta 8 ricamatrici professioniste che sedute intorno a un telaio, interpretano il loro ruolo di particolare tipologia di attrici che lavorano nell’ombra, delle importanti maison di moda, dei piccoli atelier o dell’intimità domestica.
Sono impegnate alla lavorazione di un grande decoro, utilizzando la tecnica a crochet de Lunèville, inventata nel 1865 per rendere più veloce la realizzazione di un ricamo con l’uncinetto. Viene qui esposta l’arte del ricamo come tecnica di ornamento legata all’alta moda, e allo stesso tempo come concetto di manufatto, portavoce di tradizioni, di culture, dalle più lontane nel tempo e nella storia delle civiltà. Una forma d’arte applicata che si tramanda nei secoli facendosi divulgatrice di temi, messaggi e motivi precisi in contesti differenti: laico, religioso, aristocratico, proletario, artistico. È uno svelare una pratica sconosciuta ai più, o dimenticata, o ignorata, rendendola una consistente presenza, amplificata dalla proiezione della gestualità sulle due superfici specchianti alle estremità del telaio, che riflettono l’esecuzione all’infinito. L’ordine di entrata delle ricamatrici, il ritmo ordinato del procedimento, e la percezione dell’uncinetto che buca il tessuto ad ogni passaggio, creano una struttura sonora, una vera e propria composizione (fugato), resa manifesta da un sistema di amplificazione che diffonde la registrazione con elaborazione audio in tempo reale (sound designer: Simone Pappalardo).
Stato di Famiglia dal 2004 è lo pseudonimo del duo artistico Sylvio Giardina – Raffaele Granato (Nocera Inferiore, 1967 – opera nel campo della comunicazione visiva legata alla multimedialità). Insieme elaborano e sviluppano uno studio incentrato sul valore del doppio, del riflesso, mediante un’osservazione del reale - e della figura umana - portata da prospettive diverse, spesso alterate, utilizzando come medium la forografia, arricchita di elementi che accentuano la stimolazione visiva.
Sunday, January 16, 2011
soluzione
Gli indizi portano ad un hotel ( la foto con le sigarette di filo è il retro della chiave magnetica delle camere), o meglio all'Hotel con l'acca maiuscola dove ogni appassionata di fili, cucito, bottoni e tutto quanto fa moda, dovrebbe andare almeno una volta nella vita.

Si chiama Fashion26 e si trova a New York nel distretto della moda.

L'opera alle spalle della reception è un Mondrian rielaborato con rocchetti di filo e in tutte le camere ci sono foto di particolari del mondo fashion: bottoni, bobine di filo, dettagli di stoffe e cuciture.
Nella pubblicità mettono bene in evidenza che la biancheria è di Frette,
e sì, perchè gli americani di fantasia ne hanno tanta, ma quando si parla di eleganza e qualità il top è sicuramente il Made in Italy!

Grazie a tutte per aver giocato ad indovinare, chissà se ci incontreremo mai al F26nyc?

Si chiama Fashion26 e si trova a New York nel distretto della moda.


L'opera alle spalle della reception è un Mondrian rielaborato con rocchetti di filo e in tutte le camere ci sono foto di particolari del mondo fashion: bottoni, bobine di filo, dettagli di stoffe e cuciture.

Nella pubblicità mettono bene in evidenza che la biancheria è di Frette,
e sì, perchè gli americani di fantasia ne hanno tanta, ma quando si parla di eleganza e qualità il top è sicuramente il Made in Italy!

Grazie a tutte per aver giocato ad indovinare, chissà se ci incontreremo mai al F26nyc?
Subscribe to:
Posts (Atom)

