Sunday, February 15, 2009

La morale della parrucchiera 1

Odio, come poche cose, andare dal parrucchiere. E chi mi conosce lo intuisce dalla chioma selvatica.

Odio che immancabilmente dopo la terza spazzolata sciampiste sottopagate esclamino "quanti capelli... che li vuole lisci?" pensando che a causa mia non faranno in tempo ad acchittarsi per il sabato sera.

E' una perdita di tempo, tra donne che sembra non vedano l'ora di regredire di almeno cinquanta anni, dimentiche di anni ed anni di battaglie femministe fanno discorsi insensati che al confronto Uomini e donne è un programma culturale.

La testa pizzica per la tinta, penso a quanti lavoretti potrei fare in questo tempo perduto e non vedo l'ora di tornare a casa.


Ultimamente sono affezionata cliente di una botteguccia molto popolare, nel senso del quartiere, gestita da due sorelle bionde di mezza età, emule di quel trionfo di eleganza che è la Ventura.

Il motivo principale per cui ci vado è che di sabato pomeriggio trovo sempre posto senza prenotare.

Questo dovrebbe essere già un segnale ma faccio la snob e quasi mi beo in questo viaggio in un'altra dimensione, quasi una full immersion sociologica, e talvolta riesco a captare perle di saggezza che chiamerò "la morale della parrucchiera" e forse sono una piccola spiegazione di perchè questo nostro paese è tanto disastrato.



Onestà

Il discorso verte spesso sui guai dell'Italia, oggi si parla di autobus e dei poveri ragazzi italiani che vanno a scuola e spesso vengono pizzicati dal controllore senza biglietto e prendono la multa.


- "Una volta c'era un extracomunitario e a lui mica gliel'hanno chiesto il biglietto" - si accalora una mamma sotto il phon.

- "Certo hanno paura, mica è giusto che i nostri debbano pagare e quelli fanno come gli pare" - incalza un'altra.

Mentre passa le meches una delle bionde esclama tra il consenso generale:
- "Visto che al governo e ai posti alti in Italia rubano tutti, allora nel nostro piccolo fateci rubare un po' anche a noi!"


- "La ricevuta la faccio più bassa va bene?" non ho il coraggio di fare il pezzo da moralista, hanno trovato il punto di tinta che mi piace, pago e spero che i capelli crescano un po' più lentamente.

5 comments:

Scarabocchio said...

Io dal parrucchiere?
Solo in caso di estrema necessità... massimo una volta l'anno!
:P

w.p. said...

se vuoi ti presento il mio parrucchiere, viene a casa,lavora in nero al 100%, è bravissimo, costa poco e puoi fare i lavoretti mentre stai mezz'ora con la tinta in testa.
C'è un dettaglio: parla solo di moto e di macchine. se ti interessano come discorsi ti do il numero.

birci said...

Per non doverci andare mi sono fatta crescere i capelli, non li tingo e li lavo in casa.
Quando vedo in giro certe teste bellissime scricchiola qualche mattoncino del mio teorema, ma poi penso: sono o non sono in pensione? E la liberta' di presentarmi al naturale (stavo per dire "al peggio") e' impagabile.
Ciao
Anna Maria - per il momento granitica sull'argomento, per quanto tempo, non so)

bricolo-chic said...

ahhhh che sollievo pensavo di essere io quella strana... ma un dubbio mi assale: e se noi blogghettare siamo tutte uguali???

Daniè said...

Io come o forse peggio!! non vado dal parrucchiere da due anni ormai. Odio farmi toccare toccare i capelli, quasi mi fa male ma dico che mi da fastidio. Faccio la tinta in casa sui capelli lunghissimi ormai. E cmq non rilasciano mai ricevuta
Daniela