Sunday, February 14, 2016

Necessario, possibile, impossibile

Peccato che il necessario sia così noioso


E' che il diavolo tentatore dell'inutile sta sempre in agguato.

(Sacro speco di San Benedetto)



Friday, February 12, 2016

Pensieri

Ho capito che il pensiero divergente può essere la risposta all' "abbiamo sempre fatto così"
Mi sono regalata dei sorrisi entrando in ufficio con un naso rosso da clown, sorprendendo chi mi ritiene una severa e barbosa.
Ho imparato che i Testimoni di Geova non possono festeggiare i compleanni, ma che possono accettare un regalo
Per un attimo grazie ad una chiara spiegazione ho afferrato il concetto di onde gravitazionali, cos'é lo spazio tempo e la teoria della relativitá; peccato solo che  poi mi sia  subito sfuggito.
Ho notato che le giornate si stanno allungando velocemente e In un flash il comportamento improvvisamente cambiato di una persona mi ha ricordato che la depressione è ciclica e come arriva improvvisamente se ne va e torna la voglia di fare.
Ho finalmente disinstallato i giochini dall'iPad, anche se ogni tanto l'astinenza provoca la mia forza di volontá. 


Settimana piena questa.






Sunday, January 31, 2016

AAA idee cercansi

Si cercano Idee  per utilizzare queste vecchie fibbie di strass, bottoni e decorazioni per abiti


Friday, January 29, 2016

Scrivania

La mia "scrivania" oggi!

Thursday, January 14, 2016

Irresistibili sixties

Avrei le stoffe, i fili e le lampo, la macchina da cucire , forse anche la capacità ma so già che non ne cucirò mai uno.
Allora perché non ho saputo resistere alla tentazione di comprare i modelli ?

Sunday, December 06, 2015

Il senso del Natale

Sono tanti anni ormai che tutto sembra piú difficile.
Sará  la crisi? Sarà L'etá che avanza? Sará il mondo che non trova  pace?

Dobbiamo imparare a vivere in questa situazione, e cercare il vero senso delle cose. 
Piú facile a dirsi che a farsi. Tenere un diario é un esercizio che aiuta, riproviamoci.

Ho letto un bell'articolo di Dacia Maraini sul senso del Natale per noi europei, anche per i laici.
Questo il link 
http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20151201/282673276244862/TextView

Il Natale é , oltre al significato piu profondo e religioso, una festa familiare in cui ci riconosciamo. E nella nostra storia non c'é solo il benessere che si vede oggi, ci sono stati la fame, le guerre, le crisi, il  terrorismo. Ma li abbiamo affrontati con la nostra cultura, il nostro impegno, i nostri valori. 
Non dobbiamo permettere a nessuno di farci tornare indietro.

Quindi viviamo il nostro Natale ed  esaltiamolo, rappresenta anche la nostra libertá.

Ecco la prima decorazione: una fascina shabby chic in attesa di essere appesa in alto all'ingresso di casa 




Sunday, October 18, 2015

Un po' di Expo

Poco importa se alla fine della giornata il contapassi delll'iPhone segnava 17 chilometri, se durante la giornata non ha smesso mai un minuto di piovere, se dell'evento ho visto un 5% striminzito e stritolato da una fiumana di gente e ombrelli.

Ero all'Expo.
Un po' come quando uscì Titanic al cinema, tutti ne parlavano e più che per una vera spinta interiore di curiosità, andammo al cinema per poter dire l'ho visto anche io.

Con un gruppo di colleghi incellophanati dagli impermeabilini del a PRC store (non si dice piú dal cinese non é nello stile del  messaggio Expo che sto cercando di interiorizzare) incartata nel mio coprilavatrice - un fantastico ed invidiatissimo poncho di cerata a fiorellini) mi sono imbarcata in una toccata e fuga milanese.

La prima impressione é stata di rivivere i bei tempi in cui si andava incontro al mondo alla Fiera di Roma. Quella vecchia sulla Colombo, che quando la facevano per festeggiare l'evento alla Rai in bianco e nero, al posto della ragnatela alla mattina mandavano i film. Sí perché quando ero piccola io di canali ce n'erano solo due e tramettevano solo il pomeriggio.
Lungo il famoso Decumano (se hon altro ho imparato che cos'é) ci sono dei super kitch carretti con cibarie finte che immagino siano il simbolo dei prodotti italiani, trulli e nuraghe plasticili  tra formaggi, salumi e ortaggi d plastica. 

I primi stand visitati  - perché chiamarli padiglioni é un po'troppo - con artigianato etnico abbastanza tristanzuoli tipo il  Vietnam e la Bielorussia, o uno stand africano dove un cartello pregava di "non calpestare il tappeto, é un'opera d'arte" perché sennó non lo capiva nessuno, erano abbastanza deludenti. Anche la Francia si riduceva ad una sagra del cibo locale con tutte robe appese al soffitto.

Poi ho capito che gli stand visitati erano quelli senza fila e perciò accessibili, con l'equazione "no fila = no bello". 
Premesso che io non faccio la fila neanche per acquistare beni di prima necessitá ma solo per la toilette (e di queste per fortuna all'Expo ce ne sono in abbondanza) , abbiamo scelto le attese piú accettabili e siamo riusciti a vedere in padiglioni della Korea e dell'Arzebagian, che finalmente mi sono piaciuti e che mi hanno dato una idea di qualcosa di nuovo.
Peccato che gli altri piú famosi fossero inavvicinabili, a meno che non ci voglia sobbarcare una fila di sei ore.

L'albero della vita é bello, soprattutto perché é l'estrusione del pavimento michelangiolesco di piazza del Campidoglio, un bello spettacolo "son et lumieres" ai tempi dei led, ma a me che ho visto la Fuente Luminosa negli anni '70 a Barcellona, non é sembrato nulla di nuovo o dall'effetto wow.

Sono una disillusa, una disincantata, una ipercritica? 
No direi che sono una ritardataria, probabilmente se ci fossi andata a maggio o giugno avrei apprezzato di piú, ma anche se l'organizzazione dei paesi fosse stata migliore l'Expo sarebbe stata piú godibile. Bastava fare due calcoli con la teoria delle code per capire che se sono attesi venti milioni di visitatori non si possono fare padiglioni la cui visita dura 50 minuti per solo cinquanta persone per volta. 

Concludendo mi é piaciuto il viaggio, la compagnia, l'esserci, il messaggio che trasmette ma soprattutto Milano, e  l'Italia che accoglie e che quando si impegna crea valore.








Sunday, September 20, 2015

Viva gli sposi!!!

Queste sì che sono soddisfazioni!

Tuesday, September 01, 2015

Cuscinetto per fedi

Sono carini i promessi sposi.
Sono emozionati e anche e se fanno finta di nulla si vede che la tensione sale mano mano che si avvicina il gran giorno.
Quindi vale la pena di fare l'una di notte a cucire due cuscinetti per le fedi per far scegliere alla futura sposa quello che preferisce.
In fondo é il suo giorno e i dettagli sono importanti.
Lei non ha avuto dubbi, e per voi qual'é il piú carino per le nozze shabby chic sui toni del verde?




Wednesday, August 26, 2015

Tutto qui?

Tutta qui la produzione di questa estate? Solo qualche bracciale all'uncinetto da bambina?
Sí, lo confesso, ho fatto veramente poco in termini di lavori manuali di solito cosí  rilassanti.
In compenso ho ripreso, dopo secoli di immobilità, a fare un po' di movimento fisico, camminare e poco piú.

E che ne farò delle immense scorte di materiali accumulati in questi anni?

Chissà, prima o poi l'ispirazione tornerá, intanto mi godo il record dei sette giri di parco (un mini parco a esser sinceri) che ho fatto stamattina. C'é tutto il lungo inverno per sferruzzare!



Wednesday, August 19, 2015

Vacanze in campagna

Dopo un anno frenetico ci vuole una bella dose di sana noia.
Vorrei leggere di più e mangiare di meno, immagazzinare un po' più di sole per l'inverno ma come al solito ripongo grandi aspettative nel settembre.
In compenso sono veramente fiera delle lunghe camminate nella campagna, veloci e un po' all'erta per un cinghiale che potrebbe farmisi contro all'improvviso. In fondo la straniera qui sono io.

Mentre cammino guardo gli alberi e ne cerco uno facile su cui salire. 
E anche se qualcuno mi ha detto che se è facile per me salirci lo è anche per il cinghiale, io vado avanti tenace. Irriducibile anzi.
Sperando che il cinghiale non si palesi proprio mentre ho avvistato un rovo con le more più grandi.

Sunday, August 02, 2015

Conformismo

Vorrei rinascere senza consapevolezza, leggere Chi e Visto, aver passato l'adolescenza con i fotoromanzi.
Farmi le foto allo specchio del bagno 
Avrei dovuto mantenere il mio  lavoro da centralinista, anziché cercare sempre cose nuove da capire e da fare.

Chissà se aver trovato i sandali gioiello che desideravo, fotografati i miei piedi a pagnottella e pubblicati sui social sará sufficiente per adeguarmi ai piú? 
Basterá questo piccolo gesto per  tornare indietro?
per non sentirmi tanto estranea in certi tavoli a cena?

Oppure semplicemente  dovrei frequentare di piú persone come cognata/tango che in mezza giornata mi fa scoprire un pittore e un poeta che non conoscevo? 

Ho un bivio davanti per impegnare il mio tempo libero: cambiare il colore dello smalto ai piedi, o approfondire la conoscenza di Jack Vettriano e Nazim Hikmet.

Temo che una volta capito cosa é l'acqua - (This is water D.F. Wallace ) - non si torni indietro.



Sunday, July 26, 2015

Sasso nello stagno

Mesi confusi,
mesi  di sentimenti rimescolati, di sassi nello stagno.

Storie nuove si accavallano con storie vecchie,
cassetti chiusi con fatica si riaprono all'improvviso, come spinti da una molla, e tutto il contenuto salta in aria e si sparpaglia sul pavimento.
Quanta fatica rifare una cernita, buttare qualcosa, scoprire cose dimenticate, ripiegare con cura, riporre di nuovo, fino alla prossima molla impazzita.

Stress, un po' di cura di sè, vacanze brevi, stress.
Un cane ingombrante che se ne va lasciando troppa libertà da gestire;
mesi di preoccupazioni, di soddisfazioni, di fatica e di riposo,
di consapevolezza,
di addio a una persona speciale che a 97 anni faceva progetti e chiedeva "raccontami che succede in politica, che succede in Italia" per poi scoprire che già lo sapeva.

Mesi in cui capisci che dalla vita non si salva nessuno, neanche quelli a cui  in apparenza non manca nulla per essere felici. 

Argomenti troppo intensi per un blog poco serio, peccato perchè in questo periodo rileggermi è stato piacevole.

La creatività langue, poco o nulla da mostrare solo qualche catenella con delle perline infilate, però stranamente sto bene.
Sto bene.

Alla vita ci si abitua. Decisamente.

Monday, June 29, 2015

Barefoot sandals



Con dei piedini cosí viene voglia di riprendere l'uncinetto in mano!





Sunday, June 14, 2015

Bottoni e fibbie

Mercatino vintage in un paese in riva al lago.
Le solite mercanzie, la mia attenzione non puó non essere catturata da un cesto da lavoro in legno con dentro una scatola di latta , sessantacinque euro, troppo anche se avessi lo spazio per metterlo. 
E poi mi sono ripromessa: neanche un impiccio in piú in giro per casa, basta non si compra piú niente!
Ma la voce suadente dell'espositrice  "signora, la scatola gliela metto dieci euro compresi tutti i bottoni dentro" ...
Non é possibile devo aver capito male. 
E lei continua " solo la scatola di latta si venderebbe a cinque euro".
Facendo la disinteressata mi faccio ripetere l'offerta, e appena avuta la conferma, piú fulminea di un Ninja agguanto la scatola e allungo la banconota.  Prima che ci ripensi o che qualche altra avventata bricoleur mi preceda.

Ed ecco qui il mio incredibile bottino, bottoni di tutti i tipi 

Fibbie, bottoni di strass e dorati con smalto, una pin con un orsetto, un ditale della mia misura e una medaglietta del Giubileo del 1950


Questa fibbia é fatta di due pezzi  e si chiude con i gancetti


Un fermaglietto, una fibbia e una spilletta di strass, e due clip che credo servissero per arricciare una scollatura

Un piccolo tesoro, altri impicci ma una bella trasgressione ogni tanto ci vuole, e anche un po' di fortuna!