Saturday, April 26, 2014

Braccialetto gipsy

Ricamare il jeans é un po' faticoso, ma divertente.
Su Pinterest ci sono foto di braccialetti gipsy molto carini ma dubito che li indosserei, soprattutto perché provando a rifarli il risultato non é un granché!


Ps la notte porta consiglio, stamattina é piú carino e me lo sono anche messo!

Friday, April 25, 2014

Bricco e anniversario

Come festeggiare trentasei anni di fidanzamento?


Come regalo Mission Impossible mi ha accompagnato al mercatino dell'usato dove ho girovagato per quasi un'ora, accaparrando un altro arcolaio ma piú piccolo dell'altro e un bricchetto di alluminio.
Non si puó dire che non mi accontenti di poco! 
Un pomeriggio in santa pace tra giardino e qualche bacchetta magica, mentre tutta Roma si agita tra pellegrini e gite fuori porta.


E dulcis in fundo una bella camelia, una rosa rossa e un cabaret di pastarelle.






Thursday, April 24, 2014

Please non toccate l'uncinetto

 Grillo e l' uncinetto ... no per favore giú le zampe dalle cose serie.

Eccolo in una intervista del 1980 quando giá aveva le idee chiare sul futuro  e proclamava la sua ideologia che in tanti anni non mi sempra si sia evoluta piú di tanto:





Monday, April 21, 2014

Coniglietto pasqualino

Qualche anno fa ho ricevuto in regalo un bello stampo per fare un dolce a forma di coniglio e avendo finalmente un po' di tempo a disposizione ho pensato di farlo.

Questa é la foto di quello che dovrebbe il risultato


E questo é quello che ho fatto io: che dite ho un futuro da pasticciera?


Snoopy e l'uncinetto

Anche Snoopy é stato contagiato dall'uncinetto mania, eccolo qui alle prese con un lavoro per Pasquetta


Buon picnic !

Sunday, April 20, 2014

Pasqua zuccherina


Buona Pasqua e Pasquetta!


Friday, April 18, 2014

Stretti stretti nell'estasi d'amor ...



Un impettito damerino ed una sexy ballerina ballano stretti stretti nel loro dancing fatto di stracci.

L'idea l'ho  presa da qui, la mia realizzazione non é un granchè ma i due mi sono molto simpatici, con il loro romanticismo d'altri tempi


Wednesday, April 16, 2014

Alzi la mano chi...

Alzi la mano chi non si é mai fatto tentare dalla mania del riciclo creativo.
Sui blog si vedono foto artistiche con composizioni shabby chic che fanno venir viglia addirittura di comprarle.
Reti da conigliera, ferraglia arrugginita, barattoli di latta e di vetro che sembrano meraviglie romantiche, addirittura addobbi per cerimonie campagnole. Tutto all'insegna della vernice scrostata, del merletto stinto, del fiore sgualcito.

E come resistere alla tentazione di copiarle?
Quindi da mesi conservo  lattine di fagioli e barattoli di marmellata, nonché udite udite vasetti di plastica dello yogurt, attendo il ritorno di creativitá, latente da diverse settimane.

Finalmente ieri sera, in ora indefinita tra le ventitre e l'ora zero inoltrata mi sono sbizzarrita con vinavil e vecchi merletti.

Divertimento e relax assicurato, e alla vigilia di un evento professionale particolarmente impegnativo ci voleva proprio. 

Peccato che il risultato non sia stato altrettanto di successo.

 Diciamolo francamente: certi ricicli creativi sono proprio delle emerite schifenze. Un grande spreco di tempo e di colla. 


Si producono oggetti inutili destinati ad ingolfare giá stracolme crafty rooms. 
E pensare che volevo riempirli di ovetti per farne regali pasqualini.

E non finisce qui. Altri obbrobri in progress.

Saturday, April 12, 2014

7sposex7fratelli

Un nutrito gruppo di amici mi ha fatto un bel regalo per il compleanno.
Una di quelle cose che da solo non ti compreresti mai, sia perché un po' lussuosi, sia perché non ci avresti mai pensato.
E cosí con Artisticando sono stata al Sistina  a vedere il musical Sette spose per sette fratelli.

Pienone delle grandi occasioni, balletti scatenati, interprete femminile dalla voce notevole , scenografie molto belle, ballerini dagli addomi scolpiti,  un paio di simpatici coup de theatre. 
Un bel pomeriggio divertente, senonché...

Senonché la mia testa cervellotica é riuscita come al solito a trovare il lato negativo: la trama drammaticamente, sconsideratamente, sinistramente maschilista.

Ma come si puó riproporre una storia simile di questi tempi in cui non si parla altro di femminicidio?
Hai un bel ricordare ogni dieci minuti che siamo nell'Oregon del 1850: il legnoso protagonista, il primogenito Adamo, che scende al villaggio e vuol comprare una moglie, tanto le donne dicono di no ma con gli occhi dicono di sí, comunque  non si puó sentire. 

I fratelli, sei omacci vissuti nei boschi che, pur se un po' ripuliti dalla cognatina, pensano bene di riproporre un ratto delle Sabine duemila anni dopo. Le tapine messe nei sacchi e segregate in alta montagna, isolate dalla neve, si salvano solo perche i taglialegna si son dimenticati di rapire anche il parroco per celebrare i matrimoni.
"Siamo in Oregon" tuona il bell'Adamo "un paese cattolico" e quindi vietato toccare le ragazze fino al disgelo. 
La mogliettina si infuria e protegge le verginelle, si infuria pure  lui e si rifugia per tutto l'inverno in una baita fregandosene di informarsi se lei e le altre sventurate sono sopravvissute ai rigori invernali . Quando il fratello lo informa che gli é nata una figlia, il meglio che riesce a dire: una femmina - e ci manca poco che faccia anche un "puah" di schifo - lo sapevo,che quella mi faceva una femmina.

Quando i paesani riescono a raggiungere le ragazze, alla fin fine innamorate dei tuteri rapitori, la prima cosa che a queste viene in mente é di far credere che la bimba nata sui monti possa essere figlia di qualunque di loro, che  il fattaccio sia stato consumato e pertanto l'unica strada percorribile sia quella del matrimonio riparatore.

Ora io non voglio fare la femminista di ritorno, ma credo che a tutto ci sia un limite.
Come si puó riproporre uno spettacolo del genere sessant'anni dopo senza inserire un minimo di critica? Non si tratta di un classico della letteratura, ma di una storiella che grazie a due balletti e ad un motivetto che se entra in testa non ne esce facilmente, quindi la fedeltá al testo originale potrebbe anche andare a farsi friggere. 
La cosa che piú mi ha disturbato è stato che ci fossero tra il pubblico tante bambine a cui i messaggi che le donne possano essere rapite senza essere puniti passano subdolamente mentre sono imtente ad ammirare balletti e gorgheggi.

Sono esagerata? Ma ,chissá, forse sí, ma su certi temi credo che ci vorrebbe in po' piú di attenzione.


Tuesday, April 08, 2014

Il valore dell'handmade


Ogni tanto le blogger si interrogano sul prezzo di vendita da assegnare ad un oggetto fatto a mano, ricamato, a crochet o knittato.
Girano formule del tipo il prezzo della materia prima piú x%, o il conto delle ore impiegate moltiplicato per una data tariffa. 
E allora do un suggerimenti a voi  care ragazze che avete fatto business di una capacitá manuale appresa in famiglia ed esercitata in tante ore di impegno: esagerate!
Guadate un po' qui che prezzetti girano: mille e piú euro per un mini cardigan all'uncinetto



Si vabbé ci sará un po' di oro e una manciata di diamanti, ma non vi sembra un po' esagerato 38.500 dollari per un braccialetto di macramé?

E non oso pensare quanto possa chiedere Chanel per questo orologio con un ricamino buttato lí a far da cassa dell'orologio tempestato di brillanti:



Il lavoro manuale é prezioso e come tale va valutato, non solo per le ore spese a fare il singolo oggetto ma per le migliaia di altre ore impegnate nell'imparare a farlo,  a disfare e a sperimentare .

Ed altrettanto va valorizzato usando solo materiali di prima scelta.

Quindi su con i prezzi soprattutto ora che l'handmade é di moda.

Tanto io le cose me le faccio da sola ;-))))


Sunday, April 06, 2014

Friday, April 04, 2014

Flea market style

Una amica mi ha fatto una sorpresa portandomi dagli Stati uniti questa rivista

Incredibile sembra inventata per me e tutte le amanti del recupero e dei mercatini vintage, e sono sicura che non la conosce neanche Daniverdesalvia, la regina del brocante!

Invidiose eh?

Saturday, March 29, 2014

Uomini e no

 Mentre si parla tanto di donne,  i nostri uomini in questo inizio di secolo attraversano una bella crisi di  identità.
Ce ne sono alcuni, più sensibili e più autocritici, che temono di esser scambiati per pupazzi ma invece sono più veri e concreti di tanti altri.

Altri che si credono burattinai, son pieni di sé e deridono gli altri;  invece sono pupazzi gonfi di paglia e banalità. Neanche degni di una bella imbottitura di kapok naturale.

I primi crescono, tra mille dubbi e riflessioni,  soffrono e arrivano alla maturità, forti come agli uomini hanno insegnato ad essere.
Discutono cercano di capire, ogni tanto vanno rassicurati, ma il confronto intellettuale con loro è sempre stimolante.
I secondi parlano, e più spesso straparlano possibilmente di sé stessi, sbrilluccicano un po', rimangono eterne promesse e trascinano nel loro vortice chi ha creduto in loro. Non rimanere incastrati dalla loro vischiosa insicurezza è faticoso, ma ci vuole calma e sangue freddo.

Che io ogni tanto perdo e fatico a ritrovare.

Altro che resilienza, ogni tanto anche io avrei voglia di trasformarmi in una bella bambola di pezza.




Sunday, March 16, 2014

Libri di ricette o iPad?

A periodi, rari rarissimi, mi va di cucinare.
Solo il sabato o la domenica, e ogni tanto qualche dolce. Cosí giusto per uscire dal loop pastainbianco-polpette-involtini-polpettone.

Non é una sbrisolona, ma una torta al limone che si era attaccata un po'...


Dei miei esperimenti con le mele ne ho giá parlato. Questa volta i protagonisti sono i bei limoni del giardino dei vicini, che avendo l'albero stracolmo,  molto carinamente ce ne regalano sempre un po'.

Scelgo la ricetta di Giallo zafferano, trascurando i miei libri di cucina vintage: il mitico Carnacina degli anni settanta, , il Talismano e le tre B d'oro sicuramente risalenti ai regali di nozze delle nostre mamme.
Non degno di un'occhiata neanche la nuova edizione tascabile del Pellegrino Artusi.

A parte il fatto che la ricetta é sbagliata nei tempi di cottura, indicano un'ora e a 30' la torta é giá piú che cotta, con il malefico strumento moderno si perde la poesia di ritrovare biglietti nascosti tra le pagine del libro di ricette. Gli appunti, le modifiche, le ricette prese durante un viaggio con la calligrafia dei nostri genitori.

Che rimarrá di noi? Un commento magari un po' acido perché la ricetta non é perfetta? Commento che si perderá tra i mille altri? Sempre che  i digital devices ed i formati che usiamo oggi, siano ancora leggibile tra venti o trent'anni.

Ecco  i fogli che ho ritrovato nei libri di cucina "storici" che ho in casa. Una ricetta della paella di maiale scritta da mio padre sicuramente durante i nostri viaggi in Spagna nei primi anni sessanta, con l'ingrediente Sale scritto a caratteri cubitali per mia madre che notoriamente cucinava sciapo... . 
Un invito mandato via telex per i party che organizzava mia madre per i colleghi di mio padre e che vedeva noi tre figlie intente ad infilzare spiedini e preparare tartine, con l'eccitazione del "prima della festa"

Conclusione? La torta é venuta buona ma le ricette di carta sono tutta un'altra... storia!

Sunday, March 09, 2014

Con le migliori intenzioni

Colpo gobbo oggi  all'outlet della Nike.

Sono convinta che faró un po' di movimento vista la primavera incipiente, e prima del,grande caldo.


Partiamo dall'abbigliamento, forse la motivazione arriverá...