Sunday, April 06, 2008

non luoghi





Ho passato la scorsa domenica in un non luogo. Cioè in un mega centro commerciale.

Ne fioriscono di sempre più grandi, sempre più vuoti con punte di affollamento il sabato e la domenica. Famigliole clonate da il grande fratello: la moglie vestita come la Ventura dei poveri, il padre con l'auricolare Bluetooth - ma chi c..... ti telefona di domenica che farai l'impiegato alle poste e la famiglia sta con te, ma non lo sai che i cellulari e i bluetooth ti friggono il cervello??? - e con figliolanza che non vede l'ora di avere l'età per fare i provini di Amici o Xfactor.
Ma portateli sulla spiaggia che dista pochi kilometri da qui.
Nell'ultimo anno ne sono sorti dal nulla almeno tre diversi, ciascuno rubava al precedente il record del più grande della città.
Sono covi di precari, quelli veri a 20 ore di part time tutte concentrate nel week end.

L'unica cosa buona di quello visitato la scorsa domenica è che si trova all'aperto, quindi dà meno sintomi di soffocamento, sebbene le strade tutte belle pulite sembrano uscite da The Truman Show.
Anzi la vera cosa interessante è un'altra: la mega catena francese di sport dove trovi t-shirt di cotone senza scritte a soli due euro.

Ottime da impiastricciare.

Ma possibile mai che a nessuno dei guru dell'outlet, dei maghi del megashoppingcenter, sia mai venuto in mente di metterci un negozio di lana e merceria???




3 comments:

Scarabocchio said...

Sono secoli che mi pongo la stessa domanda...
...spesso in questi grossi centri ci sono anche "doppioni" di negozi, mentre invece ci sarebbe bisogno di un grosso ricambio di attività... perchè nessuno se ne occupa??? Perchè???

bricolo-chic said...

facciamo una raccolta firme via blog... pensiamola come ci possiamo organizzare???

juanita de la vega said...

...Perché nei negozi di lana e merceria non entrerebbe nessuno. Perché? per il discorso di prima: la vedi la mamma "alla" Ventura che fa l'uncinetto e i figlioli o il papà con Bluetooth che indossano capi non "firmati"?