Thursday, October 15, 2009

Il fascino discreto della lavatrice

Ci sono invenzioni che sono entrate nella nostra vita quotidiana e per noi sono la normalità.
Ci si rende conto di quanto siano preziose e di quanto abbiano cambiato le nostre esistenze solo quando per un qualsiasi motive ne dobbiamo fare a meno.
Per tre mesi, mentre gli operai smantellavano e poi rimettevano in sesto la mia casetta, sono stata senza lavatrice.
Tra panni lavati a mano, lasciati in ammollo per giorni e risciaquati un istante prima del processo di ammuffimento, tra jeans e lenzuola infilati di nascosto nella lavatrice di Artisticando e camicie lavate e stirate dalla Donna Dal Nome Di Fiore, finalmente sono rientrata nella piena disponibilità della mia Rex Electrolux.
Dopo un paio di lavaggi da panico con l'acqua che usciva da sotto, finalmente siamo tornati alla normalità.
Ora mi godo la mia bella scatola bianca di latta che silenziosa, discreta fa il suo grande immenso lavoro. E mi torna in mente la lavatrice di mia madre, tonda, nera con il coperchio, le ruote e il sapone che ribolliva e che da ragazzine rimiravamo per ore.

Grande invenzione, spero proprio che all'emerito inventore abbiano assegnato almeno un paio di Nobel.

5 comments:

Daniela said...

Hai proprio ragione ;)
io lo assegnerei anche agli inventori della pentola a pressione e della lavastoviglie.
Ciao e buon bucato.

wonder perlina said...

Perché non hai provato con la cenere durante il periodo di confino! Dice che andava di gran moda ai tempi delle nonne e che le lenzuola pulite con la cenere venivano bianchissime; certo di quelle colorate non se parla proprio.

Mina said...

Io adoro la lavatrice: va tutte le sere, anche quando non dovrebbe, c'è sempre qualcosa da infilarci dentro.
Quella di mia mamma era celeste con una manovella: giravi, giravi e poi cambiavi l'acqua e poi rigiravi e rigiravi...insomma centrifuga delicata a mano!
La cenere WP era di un'altra generazione e poi in città manca il camino.

La Pecora Rosa said...

Il tuo post, con auspicio finale di Nobel all'inventore della lavatrice, mi fa ripensare a Bruno Munari, verio genio eclettico ed ironico, che inventò il premio "Compasso d'oro ad ignoti", ispirandosi al più noto compasso d'oro che si dona ai designer più originali.
Lui idealmente lo attribuì a tutti quegli inventori di cui ignoriamo l'identità (ben prima dell'epoca dei designer noti e riconosciuti) che idearono attrezzi insostituibili. Alcuni esempi? Il bric del latte o l'attrezzo da vetrinista.
Io faccio mia quest'idea e propongo il "Compasso d'oro ad ignoti" per l'invenzione della lavatrice.
^_____^

Bacibaci,
I.

beloved&Momi said...

Tonda...?Nera...?Col coperchio...?Ma che lavtrice aveva tua mamma...o meglio,di che anno sei???????AH,AH,AH!Scherzo dai,lo sò che sei giovane,io poi non potrei proprio parlare,stà lavatrice non me la ricordo ma non oso pensare ai ricordi che potranno avere le mie figlie...!