Sunday, July 22, 2007

70's




If you're going to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair...


Metto a posto l'armadio, solo cinque minuti giuro non vi preoccupate non sono impazzita, e saltano fuori quattro o cinque paia di jeans che eSF (ex Sifolin Foot) non mette più.
Il mio animo zingaro e rigattiere si rifiuta di buttarli da anni.
E fa bene.
Con i jeans vecchi si possono fare un sacco di cose.



E così un rigurgito di anni 70 - lo so che gli hippies sono degli anni sessanta ma io ero troppo piccola - in un fantastico mix con il 2007 in pieno furore di uncinetto, ecco fatti un paio di jeans che mi sono anche messa per uscire.
Del resto, è notorio, sono una donna coraggiosa.

Tuesday, July 17, 2007

Capolavori


Recentemente è stato fatto un sondaggio ed aggiornata la lista delle sette meraviglie del mondo.
E' stato inserito il Colosseo.



Colpa mia. Non ero ancora pronta.


Ci ho messo più di un anno a finire questa meraviglia, lavorandoci saltuariamente è chiaro.



Sennò un bel terzo o quarto posto tra le 7 meraviglie non me lo toglieva nessuno.

Passione

L'altro giorno chiacchierando con un ragazzo in piena crisi esistenziale, o adolescenziale, questi se ne esce con una domanda di quelle toste.
Ma a te (anzi a Lei, ma tralasciamo i dettagli) non è mai capitato di aver voglia di mollare tutto per seguire una passione?
Umhh, per fortuna qualcuno ci ha interrotto con un problema di quelli irrisolvibili - tipo è finita la carta igienica, che facciamo apriamo il magazzino o la andiamo a comprare o la prendiamo in un altro bagno e chi lo deve fare - e la domanda è rimasta appesa nell'aria.
Per fortuna, così se il discorso viene un'altra volta ho avuto il tempo di riflettere e di elaborare una risposta che abbia un senso. E infatti è un po' che ci penso.
La risposta è secca: no.
Primo perchè una passione vera e propria forse non ce l'ho.
Secondo perchè se devi mollare tutto il resto poi alla fine la passione la odi.
Terzo se la passione diventa un lavoro, non è più una passione ma un lavoro e allora che gusto c'è?
Per fortuna ho un lavoro che mi appassiona anche se non è la mia passione.
E poi la parola "passione" è curiosa, ha un doppio significato, è qualcosa che ti cattura , ti trascina e ti emoziona, dall'altra indica sofferenza, tribolazione.
E poi perchè bisogna anche poterselo permettere di mollare tutto.
Bisogna essere fortunati, avere le spalle coperte, una rete di protezione.
E quando la rete di protezione sei tu, mica hai tanto da tempo da dedicare ai voli pindarici, alle fantasie, ai sogni.
E certi pensieri non te li fai neanche venire.
Poi ogni tanto arriva qualcuno e ti fa quella domanda ...



Wednesday, July 11, 2007

quella con il nome di un albergo

Lei viene da Sri Lanka e uno dei suoi nomi vuol dire luna, l'altro fiore.
Un giorno, con il suo italiano che lei crede perfetto ma mica si capisce tanto, mi fa tutta preoccupata:
- Visto signora che successo albergo Hilton a Parigi?
e io che lì conosco un paio di persone mentre mi preoccupo :
- Nooo, che è successo?
- Ho visto televisione, hanno arrestato ragazza fina fina, chi è terrorista? voleva mettere bomba?

Penso, strano, mi è sfuggita la notizia, poi piano piano realizzo e le spiego:

- Non è l'Hilton di Parigi, è lei, la ragazza magra, che si chiama Paris Hilton. Non è una terrorista, è una con un sacco di soldi che hanno arrestato perchè guidava ubriaca. L'unica donna ad avere il nome di un albergo. Come se io mi chiamassi Pensione di nome e Miramare di cognome.

Sì vorrei rinascere Chandanee, una che appartiene ad una parte di mondo che non sa chi è Paris Hilton.

Beata

Saturday, July 07, 2007

finito





Contrariamente ad ogni previsione: Finito!

Monday, July 02, 2007

Bricolage

Ogni tanto Sifolin foot, che a proposito per fortuna non è più tanto sifolino, si cimenta in lavoretti.
Proprio lui che quando gli chiedi di attaccare un chiodo per un quadro ti risponde "AAAdessooooo?", o che quando deve attaccare una mensola col trapano ti fa "vedo l'armadio" - "ma che dici" ribatti tu "l'armadio sta nell'altra stanza" - "Infatti, ho bucato il muro da parte a parte".
Proprio lui oggi col caldo che fa vuole uscire a tutti i costi a comprare un pezzo della prolunga della luce in giardino. E va bene vai anche se sono sicura che nello sgabuzzino ce ne saranno a dozzine dei pezzi che ti servono, e soprattutto saresti più utile a casa con tutto quello che c'è da fare che c'è gente a cena.

Torna tutto accaldato, prende la borsa dei ferri, nemmeno dovesse smontare e rimontare il motore di una Ferrari, e si mette lì tutto concentrato a fare il lavoretto.

Poi all'improvviso si sente "Oh noooo..."

Ecco il risultato della domenica di bricolage di Sifolin Foot

E' un artista. Definitivamente.

Tuesday, June 26, 2007

Fiocco Rosa

Pensata
Sognata
Cercata
Desiderata
Fortissimamente voluta
Oggi finalmente è Amata

da domani, semplicemente, una bimba


Troppe emozioni in due giorni, mica se po' fa! Ieri ti parlano di un pupetto venuto da lontano e che si chiama Fikret.
Oggi un fiocco rosa e mica uno di quelli di nylon dell'Oviesse, macchè uno sontuoso di raso e seta del Catai, merletto di pizzo Chantilly, e se lo guardi bene da vicino vedi anche che quello scintillio non è un riflesso del tessuto, ma un po' di diamanti incastonati che sembrano buttati lì per caso.
Vita dura per le principesse, vogliamo una pupetta bella tosta, come era la mamma da piccola.

Non volevo ancora affrontare il tema della genitorialità allargata, ma qui mi si provoca.
Vabbè aspettiamo ancora un po', chissà che novità ci riserva domani.
Fossero tutte così le novità ci metterei la firma. Hai voglia a fare cuffiette all'uncinetto.





Monday, June 25, 2007

Lunedì


Succede un lunedì che è peggio di tutti gli altri lunedì.
Che apri la porta di casa alle nove e ti assale l'afa e quel povero cagnetto è già mezzo lessato.

Che sei in ritardo come al solito, arrivi in ufficio trafelata e il collega ti fa notare che a causa di due dei tuoi farà una figuraccia. E puntualmente la fa.
E così alle 9,35 già ti gira male che ne basta per il resto della settimana, e da allora in poi è un crescendo di episodi - "delega" ti fanno, "tu non deleghi" e ci credo che non delego quelle rare volte te ne fanno pentire - e cerchi le persone e non le trovi che si sono andate a fare il caffettino perchè giustamente a inizio settimana dopo un'ora di lavoro hanno bisogno di qualcosa che le tiri sù, e via con piacevolezze del genere.

E poi all'improvviso arriva la telefonata che ti svolta la giornata.

Amico mazarese, accento inconfondibile, che di solito ti telefona per farti rosicare "mi sono preso una mezza giornata e me ne sono andato al mmaaare", e invece stavolta trafelato ti dice che non solo si è preso la mezza giornata ma pure un bel bimbetto di otto anni di Saraievo, orfano che solo dopo una guerra ce ne sono tanti in una città, per un mese di vacanza.

"Sai mi hanno detto ieri mattina, arriva il pullman e uno non lo abbiamo ancora sistemato, che facevamo? Non ci abbiamo pensato un momento, in qualche modo si farà".

Sono fatti così i due: 10% incoscienza, 10% follia, 100% cuore.
E sì, il cuore, se lo butti oltre l'ostacolo non lo perdi, anzi è lui che ti tira dall'altra parte, hoplà sembra tutto facile, così.

E il mitico Ciccio, piccolo grande uomo, che fa da mediatore culturale con il nuovo arrivato e se lo abbraccia e finalmente un amichetto con cui giocare, che 'ste cuginette femmine sono un tantino noiose e il cuginetto maschio ancora troppo piccolo per giocare a macchinette e a pallone.

Per fortuna il resto passa, le arrabbiature, le persone scorrette, i pressappochisti, i fannulloni che quando passi cominciano a correre in ordine sparso effetto geco quando accendi la luce.
Questi non contano.

Una telefonata così ti riempie la vita.

Wednesday, June 20, 2007

vorrei rinascere

Delle volte penso che se avessi l'opportunità di rinascere non vorrei essere io.

Vorrei una sana incoscienza, troppa consapevolezza stanca.

Vorrei rinascere la signora di stamattina al mercatino, al banchetto di tutto a un euro:
"Maurizio, questa crema è per le zanzare?"
"Sì, signo' "
"Ma si mette dove ti hanno pizzicato?"
"No, signò, se mette prima"
"Primaaaaaa? Ma come fai a sapé dove te pizzica la zanzara???"

Beata.

Sunday, June 17, 2007

work in progress



La mia abilità di mettere in pratica il I Diritto mi stupisce vieppiù

Thursday, June 14, 2007

Dress code

Come se la vita non fosse abbastanza complicata di suo, un giorno si alza qualcuno e inventa il Dress Code.

Il Dress Code è una delle mille subdole insidiose regole degli uffici e in genere del mondo.
Cioè ti dicono come ti devi vestire.
Il che di per sè sarebbe un grande aiuto ma non è che ti spiegano per benino, no ti sbattono lì il termine inglese.

Perchè non bastava "abito scuro" sugli inviti, quelli col RSVP, che capivi che se non avevi l'abito lungo scollato era meglio che rimanevi a casa.
Non bastava che sapevi già che ai matrimoni non ti devi vestire di bianco, no era troppo poco.

Business Attire sarebbe che ti devi mettere il taillerino da sciuretta che fa tanto donna manager.
Casual vuol dire che ti puoi rilassare ed evitare il tacchetto e la giacchettina.
Ma attenzione alla sfumatura dello Smart Casual, cioè che se non ti presenti come minimo con la Lacoste, il jeansetto carino, le tods e la borsetta firmata e soprattutto della misura giusta, ti senti una sfigata tutta la sera.

Ma l'errore più madornale , il rischio maggiore è essere overdressed. Cioè che hai sbagliato la sfumatura di dress code e ti sei vestita di un tono troppo elegante, facendo la figura della burina.

Oppure c'è l'alternativa.

Ti presenti al matrimonio della tua amica con le espadrillas rosse almeno c'hanno da parlare per anni quando rivedono le foto, invece di fare la conta dei parenti sopravvissuti.

Te ne freghi del trend modaiolo delle borsette piccole e pertanto inutili, e ti presenti col borsaccone firmato Omnia mea mecum porto, che pesa come un cane morto, ma almeno se ti serve una penna la trovi.

Tanto comunque il dubbio se il gessato si porti o meno dopo le sei di sera ti tormenterà tutta la vita, quindi perchè affaticarsi?



Aspettate solo che sia finito il giacchetto su cui lavoro da un anno.
Mi supplicheranno di aggiungere Bricolo-chic al loro fottuto Dress code, ma dubito che cederò i diritti.

Sunday, June 10, 2007

Tormentone di mamma

Chiusura ufficiale del sondaggio "Tormentone di Mamma"

Ecco i risultati:
Alla domanda "La frase che ripeterei a mia figlia" hanno risposto:

- Prima di tutto l'indipendenza economica 92%
- Mai uscire di casa con la manicure non fatta 8%
- Sposati figlia mia, sposati 0%

Direi che il risultato era abbastanza scontato e finalmente questo sondaggio ha scatenato anche un acceso dibattito.

Knit cafè ischitano




Tuesday, June 05, 2007

cavi e cavetti

Se solo 'sto cavetto della macchinetta digitale riemergesse dal groviglio di cavi di caricabatterie, usb, prolunghe usb, lettore di schede multiformato che se mi si mischiano i cavetti del pc con i fili dei gomitoli di lana, di cotone, da ricamo, della macchina da cucire non si sbrogliano neanche col balsamo Panten Lisci perfetti INSOMMA se solo ritrovassi il cavetto potrei pubblicare i meravigliosi cappellini etnici tanto apprezzati dalle colleghe.
Ma siccome non lo trovo - e devo guardare i siti dei fondi negoziali per vedere che fine far fare a sto cavolo di tfr e non posso perdere tempo a bloggare - bekkatevi sto pupo vestito da Yoda di Guerre Stellari e non vi lamentate dei miei lavoretti: le vie dei folli che fanno le cose all'uncinetto sono infinite.



http://www.threadbanger.com/post/433/the-top-10-geekiest-yarn-creations-on-t


Tuesday, May 29, 2007

maturità

E' tempo di esami di maturità. Lo so perchè la nipotina più piccola (piccola relativamente) sta vivendo questo periodo tremendo e mi impiccio sul suo blog sul quale però ho la proibizione di lasciare commenti, ma questo è il mio e quindi faccio come mi pare.

Ci sono persone che parlano degli anni delle superiori come del periodo più bello della vita.
Si ricordano i nomi dei compagni di classe, dei professori, il titolo del tema e le domande fatte dalla commissione.
Proprio non li capisco.
Io dell'esame ricordo solo qualche episodio random, ma sicuramente senza nessun trasporto nostalgic-romantico.
Per esempio che i miei amichetti di classe, un bel gruppetto composto dai più sfigati e somari, mi chiamavano per studiare insieme perchè ero più brava di loro anche se non facevo parte del gruppo dei piùbravi/belli/biondi.
Che una volta studiando mordicchiavo la penna bic ed ingoiai il tappetto di plastica, non il cappuccio per fortuna, ma quello piccolino. Non so che fine abbia fatto forse c'è l'ho ancora nella pancia. Quando mi faranno l'autopsia si domanderanno come caspita sia finito lì in quell'ansa del colon. Vagli a spiegare che è un ricordo della maturità.
Che la prof di Italiano mi fece una domanda difficile, io sapevo la risposta, roba sul Panteismo, non la dissi ma lei capì dalla faccia che la sapevo e mi disse brava lo stesso tanto non stava nemmeno sul programma. E che quando, da outsider, mi diedero il massimo dei voti, con il massimo scorno del gruppetto dei fichi della classe, mi disse "sai mi sono pentita di quel tre in storia che ti ho dato al quarto anno". L'animaccia tua, m'hai fatto passare l'estate a studiare Robespierre per gli esami di riparazione a settembre.

Che nel mio grande altruismo scelsi come materia Matematica, che uscì anche se non era materia di esame e non era mai uscita pensa che fortuna l'annata del '76. Tanto a qualcuno l'avrebbero data a sorpresa almeno se la portavo io evitavo a qualcun'altro di beccarsela a tradimento e non mi avrebbero cambiato la materia.
Che feci la tesina su Moravia evitando di parlare di "Io e lui" perchè sarebbe stato un po' imbarazzante spiegare la trama alla commissione. Mi sa che la tesina me la rivendo su internet, ancora ce l'ho da qualche parte.

Che il giorno prima degli esami mia sorella ebbe un brutto incidente di moto, che te lo dico a fà che bella vigilia serena .
Che la mattina degli esami esco con otto chili di vocabolario sotto braccio per andare a scuola e mi ferma la portiera: "Ma dove vai non hai sentito alla radio che sono stati sospesi gli esami?".
Era successo che una fessa di preside di una scuola privata aveva ricevuto una telefonata da un sedicente funzionario del ministero che con la scusa di un controllo le chiese i titoli dei temi. Così anche se non era ancora epoca di telefonini nè di internet, comunque tutta Italia sapeva i titoli, meno che io e gli sfigati amici miei. Beh rinviarono gli esami di un altro giorno.
Così mi beccai due notti prima degli esami. Che ficata eh?

Insomma venitemi a dire che belli gli anni delle superiori. Raccontatemi quanto sono belli i film che parlano di quegli anni e tutte quelle balle lì. Chiedetelo alla nipotina quanto è bello sto periodo.
Per fortuna passa presto, per fortuna i ricordi aggiustano tutto, ma io la maturità me la sono sognata per anni con angoscia: dovevo fare gli esami, avevo già il diploma e lo sapevo, eppure passavo la notte con l'ansia.

Ma vuoi mettere quelle belle sane otto dieci ore a lavorare dietro una scrivania?