Come ci si abitua facilmente al cambio di ritmo.
Dopo un paio di giorni di disorientamento durante le vacanze ho intrapreso la strada della nullafacenza.
Pur di non finire i mille lavori cominciati e dopo una produzione quasi industriale di braccialetti all'uncinetto, ho pensato bene di fare una divagazione e ho trovato addirittura il tempo per fare cavallucci e pupe di biscotto.
Mi sono ben guardata dal sfoggiarli durante la processione dell'Assunta, è un privilegio riservato ai piccoli. Durante la sfilata i bambini li portano al collo legati da un nastro rosso, alla fine della processione i biscotti sono mangiucchiati e ne rimane ben poco.
Quando la tradizione nacque i cavallucci e le pupe erano probabilmente l'unico dolce mangiato durante l'anno. E i genitori raccontavano ai figli affamati che la scala che porta al Paradiso ha gli scaloni di cioccolata e per cena c'è minestra di caramelle.
Quando la tradizione nacque i cavallucci e le pupe erano probabilmente l'unico dolce mangiato durante l'anno. E i genitori raccontavano ai figli affamati che la scala che porta al Paradiso ha gli scaloni di cioccolata e per cena c'è minestra di caramelle.
Devo rivedere la ricetta (troppo lievito) affinchè non si sformino troppo nella cottura.
Incredibile ma vero, ho visto anche i programmi di cucina e finchè non farò i tozzetti con le mandorle non potrò dichiarare chiusa la parentesi estiva nel mondo per me abbastanza sconosciuto dell'arte culinaria.


